L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 10 maggio 2021

Isolare e distruggere il sionismo ebraico feccia dell'umanità

Gerusalemme: comunità internazionale a Israele: “Basta violenze contro i palestinesi” 

Scritto da Marco Paganelli Categoria: Politica Estera Pubblicato: 08 Maggio 2021


(ASI) Sono durissime le reazioni, della comunità internazionale, in merito all’ aggressione israeliana avvenuta ieri sera nella moschea di Al – Aqsa nei confronti dei fedeli che pregavano all’ interno di essa.

Il segretario generale della Lega araba, Ahmad Abul Gheit, ha condannato "con la massima fermezza" l'assalto poiché riflette “l'intenzione deliberata” di provocare i palestinesi. Ha chiesto così un intervento adeguato della comunità internazionale per evitare un possibile ulteriore peggioramento della situazione.

Hanno levato la voce contro il premier Benjamin Netanyahu anche Hamas a Gaza, Kuwait, Turchia, Arabia Saudita, Egitto, Giordania, Iran (Teheran ha definito l’ accaduto un vero “crimine di guerra) e l’ Organizzazione per la cooperazione islamica.

Stati Uniti, Unione europea e Onu hanno invitato il leader dello Stato ebraico a non compiere “atti illegali” e a impegnarsi dunque per evitare gli sfratti di alcune famiglie residenti, nella parte orientale della Città Santa, i cui alloggi potrebbero essere acquistati da un’ impresa locale. La vicenda è all’ origine delle contestazioni attuali, deflagrate in tutta la capitale e pende davanti alla Corte Suprema del Paese che dovrà pronunciarsi, sul caso giudiziario che prosegue da circa 50 anni, a breve.

Il presidente palestinese Abu Mazen ha tenuto un discorso televisivo durissimo. "Il terrorismo di Israele ci renderà più impegnati a sostenere i nostri legittimi diritti. Porremo fine all'occupazione israeliana di Gerusalemme. Otterremo la libertà e istituiremo uno Stato palestinese, indipendente e pienamente sovrano, con Gerusalemme come capitale eterna". Ha evidenziato poi di aver ordinato al proprio ambasciatore all’ Onu di chiedere formalmente la convocazione immediata di un vertice d’ emergenza del Consiglio di sicurezza al Palazzo di Vetro di New York.

E’ stata proclamata, intanto per oggi a Gaza, una “Giornata della Rabbia contro Israele”. Sono previsti i lanci di numerosi palloncini incendiari, insieme ad altre forme di contestazione, contro la parte meridionale dello Stato ebraico. Il capo di Stato maggiore di quest’ ultimo, Aviv Khochavi, ha convocato una riunione con i suoi collaboratori per prepararsi ad una ipotetica escalation. Lo hanno reso noto le Forze di Difesa Israeliane su Twitter.

Marco Paganelli – Agenzia Stampa Italia

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