L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 12 maggio 2021

La guerra per imporre i vaccini a modificazione genetica è immorale

Vaccinazioni e donne incinte: quel marcio che viene a galla



Ciò che fino a un anno e mezzo fa sarebbe stato scandaloso, oggi non solo viene accettato, ma persino richiesto sebbene da una retroguardia di umanità tremula e confusa: in questa settimana, la Fda statunitense ha approvato il vaccino Pfizer per l’uso negli adolescenti di 12 anni ed è praticamente certo che l’Agenzia europea del farmaco seguirò a ruota. E questo sebbene la probabilità di gravi effetti collaterali o decessi dovuti alla vaccinazione nei bambini e negli adolescenti sia significativamente più alta rispetto agli esiti di un’infezione naturale. Questa è una chiarissima violazione di ogni etica medica, ma c’è anche di peggio, ossia il fatto che nelle vaccinazioni sono ormai coinvolte anche donne incinte e ci sono già centinaia di casi di disturbi emorragici e di aborti spontanei: questi ultimi secondo il 13 ° rapporto delle autorità sanitarie britanniche sono arrivati a 100 fino al 21 aprile scorso.

La cosa davvero incredibile è che un documento della stessa Pfizer ammette che questi effetti possono prodursi non soltanto dopo l’inoculazione del vaccino, ma persino venendo a contatto con qualcuno che è stato vaccinato ed è portatore della famosa proteina spike che – come ha dimostrato il prestigioso istituto Salk – ha di per sé effetti patogeni senza bisogno del resto del virus. Ora visto che i vaccini a mRna stimolano le cellule a fabbricare la proteine spike nella speranza di suscitare una reazione immunitaria, ecco che il vaccinato può facilmente subire un danno la cui entità potrà essere chiara solo nel futuro ed estendere questo danno anche alle persone che frequenta, ma anche procurare indirettamente danni ad altri. Ma l’affare dei vaccini non si ferma davanti a niente e l’esempio delle donne incinte è particolarmente significativo non solo per la delicatezza della situazione, ma anche dal punto della correttezza della ricerca. Già questi vaccini hanno avuto una sperimentazione estremamente breve nonostante i numerosi insuccessi nel passato e la comparsa di gravissime reazioni avverse, nei modelli animali, ma si ha la netta impressione che sia qualcosa di poco limpido anche in quel po’ di test fatti.

Prendiamo il documento della Pfizer di cui ho fornito il link: nella sezione 8.3.5 del documento che si riferisce alle modalità della ricerca si dice che la vaccinazione durante la gravidanza o l’allattamento durante i test deve essere segnalata al Dipartimento per la sicurezza della Pfizer entro 24 ore dalla conoscenza dello sperimentatore. Tuttavia questo è molto strano perché le donne incinte o le neo mamme erano state escluse dagli studio sulla sicurezza del vaccino e il documento descrive anche in dettaglio i modi per garantire che nessuna donna incinta potesse essere erroneamente inclusa nello studio. Cosa piuttosto complessa perché appunto un’esposizione dalla proteina spike può anche derivare dallo stretto contato con i vaccinati come spiega bene l’allarme lanciato proprio l’altro giorno da Pfizer e dalla Johns Hopkins University sulla possibilità di auto diffusione dei vaccini.

Chi ha una minima dimestichezza con la pratica della ricerca avrà compreso da tutto questo anche un’altra cosa: che neo mamme e donne incinte erano state escluse anche dai test frettolosi e sommari fatti per ottenere le licenze di emergenza: quindi su questi particolari soggetti non è stata fatta alcuna sperimentazione eppure non ci si ferma dal vaccinarli, anche se poi per ingannare un pubblico spaventato e ignaro si ammanta il tutto di buone e ipocrite parole sulla “valutazione caso per caso” dell’opportunità della vaccinazione, ma si tratta di pure menzogne: nessuno è in grado di valutare nulla semplicemente perché non c’è stato alcuno studio organico al riguardo. Chi rassicura e dice il contrario è solo un mentitore.

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