L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 6 maggio 2021

Le masse non riescono ad assorbire le merci prodotte, hanno redditi precari e bassi

INFLAZIONE: LEGGENDE METROPOLITANE!

Scritto il 5 Maggio 2021 alle 08:19 da icebergfinanza


Ieri all’improvviso verso mezzogiorno, senza alcun preavviso i mercati europei, soprattutto il Dax hanno iniziato a scendere precipitosamente, perdendo quasi il 2 %, arrivando sino ad una perdita del 2,5 % prima di una piccola ripresa serale.

Quelli americani, a partire dal Nasdaq, sono scesi più o meno della stessa percentuale, mentre i due principali indici americani hanno fatto spallucce.

Come sempre c’è chi cerca la notizia o il dato che ha scatenato un’esplosione della volatilità, in realtà era tutto più o meno tracciato nelle mappe econofisiche, cicli e via dicendo.

Ciò che fa sorridere è che qualche buontempone ha pensato bene di dare la responsabilità a questo crollo al segretario al Tesoro Yellen, la quale sembra, ma come vedremo non è vero, abbia detto che una simile ripresa ha bisogno di tassi più alti.

Secondo alcune notizie avrebbe affermato che i tassi di interesse potrebbero dover aumentare per evitare che l’economia americana si surriscaldi supportando anche il biglietto verde che è tornato ai massimi da 2 settimane.

Peccato che subito dopo è arrivata la smentita, cosa non si racconterebbe per avere un po’ di inflazione…

Il segretario al Tesoro Janet Yellen ha affermato di non prevedere o raccomandare aumenti dei tassi di interesse quando ha osservato in precedenza l’impatto della spesa fiscale sull’economia degli Stati Uniti.

Martedì scorso la Yellen ha causato una serie di intoppi nei mercati finanziari quando ha affermato che le misure di spesa dell’amministrazione Biden probabilmente provocheranno un aumento dei tassi di interesse.

“Non è qualcosa che sto prevedendo o raccomandando”, ha detto Yellen durante un evento online ospitato dal Wall Street Journal. “Se qualcuno apprezza l’indipendenza della Federal Reserve, penso che quella persona sia io.”

In un mondo dove la manipolazione mediatica, le asimmetrie informative la fanno da padrone, non ci voleva poi molto ad inventarsi qualcosa per giustificare una pausa dei mercati.


Torno a ripetere per l’ennesima volta che la tipologia di spesa pubblica che prevede l’amministrazione Biden ha per buona parte un moltiplicatore fiscale NEGATIVO e dovrà essere distribuita su un intero decennio.

Gli asini non volano, ma come sempre quando nei prossimi mesi e anni avrà ragione la deflazione da debiti, tutti si saranno dimenticati delle fesserie di questi tempi e nessuno ricorderà la nostra visione corretta!

Nel frattempo la bilancia commerciale americana certifica il completo fallimento della guerra commerciale avviata da Trump, anche in questo caso lo avevamo previsto, ma la storia è un’insegnante dura da digerire…


Nuovo record negativo storico assoluto della bilancia commerciale americana.

Non per nulla ieri la Yellen ha anche previsto che i tassi resteranno bassi per qualche tempo per assicurarsi che i deficit restino sostenibili, ma niente gli asini volano!


Gli ordini alle imprese hanno deluso le aspettative, se questi sono i nuovi ruggenti anni venti, dovrebbero volare, cosa che non avviene, chissà perché!

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