L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 6 maggio 2021

Le materie prime aumentano ma il mercato non ha la capacità di assorbire i prodotti che da esse si ricavano, le masse non hanno reddito sufficiente. Il dubbio amletico corrode e il Tesoro e la Fed

THE BIG PROBLEM: come mantenere lo status quo dei mercati?

Scritto il 6 Maggio 2021 alle 07:55 da Danilo DT


Ribadisco quando già ho scritto nei mesi passati. Secondo molti l’analisi intermarket ha perso quel senso che aveva sempre avuto, a causa delle rivoluzionarie condizioni monetarie. Nossignore, non è affatto così e chi lo afferma è perché non conosce l’analisi intermarket oppure non la sa interpretare. Il mercato ha subìto quello che possiamo definire un “upgrade”, un cambiamento, e l’analisi intermarket si è quindi dovuta adeguare. Ma oggi più che mai, sta dimostrando tutta la sua veridicità, soprattutto in questa fase di ripartenza ciclica.

Dove stanno tutti i ragionamenti di governi e banche centrali? Sul bisogno di stimolare i consumi per far partire la ruota dell’economia ma nel contempo evitare che l’inflazione vada alle stelle altrimenti poi bisogna intervenire con manovre di politica monetaria restrittiva, facendo quantomeno traballare (sono stato sobrio nella definizione) il castello di carta.

Quindi il problema si chiama INFLAZIONE. E l’analisi intermarket lo dice benissimo chi è alla base della volatilità dell’inflazione. Sono le commodity.
Il grafico qui sotto credo sia sufficientemente eloquente.
Aspettative 5yr tasso inflazione e Bloomberg Commodity Index


Le aspettative di inflazione sui vari mercati non sono perfettamente univoche a causa di una crescita non omogenea in primis causa Covid-19. Ma le tendenze sono evidenti, come è evidente la correlazione tra materie prime e andamento prospettico dell’inflazione.

Nel grafico ho volutamente lasciato in ombra le ben note tendenze dell’inflazione mettendo invece in evidenza l’andamento delle commodity. Quindi, quale è la grande mission del mercato? Calmierare quanto possibile il prezzo proprio delle materie prime. E non si tratta del solo petrolio, ma di tutte le materie prime in generale. E dal grafico che la correlazione è fortissima proprio con gli USA, ovvero la piazza dove l’inflazione prospettica è più minacciosa e già ci si ritrova con pensieri contrastanti tra FED e Governo (Yellen).
Però è altrettanto esplicativa questa slide.
Asset class perfomance 2021


Ora vi è chiaro cosa occorre fare per evitare problemi? Ma come frenare la corsa delle commodity quando la domanda di beni è destinata a crescere? Dubbio amletico, i vostri pareri sono preziosi per un confronto costruttivo.

PS: l’oro è negativo? Semplice, l’oro NON è una commodity, lo diciamo da sempre!

Chiudo con una ultima provocazione che però deve farci meditare proprio a seguito di quanto detto prima. Ancora un grafico che mette a nudo una dato statistico che potrebbe anche lasciare il tempo che trova. Però è talmente estremo che diventa difficile da contestare. Un confronto tra Wall Street e materie prime. Il risultato è veramente pesante (in ottica prospettica) per il mercato e, credo, meriti un po’ di attenzione. Attendo i vs pareri.


STAY TUNED!

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