L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 14 maggio 2021

Nel cantiere aperto della Strategia della Paura la prossima parola d'ordine è CROLLO CLIMATICO

Clima, Draghi incontra Kerry: Italia e Stati Uniti insieme per affrontare l’emergenza climatica

14 Maggio 2021 Enrico Chillè


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Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha incontrato questa mattina a palazzo Chigi l’inviato speciale del presidente Usa per il clima, John F. Kerry.

Nel corso del colloquio tra il presidente del Consiglio Mario Draghi e l’inviato Usa John Kerry è stata discussa l’importanza di una stretta collaborazione fra Italia e Stati Uniti per affrontare con efficacia l’emergenza climatica e la sfida della decarbonizzazione in tutti i fori multilaterali, a partire dal G7, dal G20 e dalla Cop26, e per cogliere le opportunita’ offerte dalla transizione ecologica. Lo comunica palazzo Chigi.

Il presidente del consiglio Mario Draghi, è intervenuto questa mattina agli Stati generali della natalità all’Auditorium della Conciliazione di Roma. “Anche la questione climatica e quella delle disuguaglianze sono essenziali per la nostra esistenza. Questa è un’epoca di grandi riflessioni collettive. Perso l’ottimismo, spesso considerato, dei primi dieci anni di questo secolo, è iniziato un periodo di riesame di ciò che siamo divenuti”, ha spiegato il presidente del Consiglio.


Ha spiegato che la crisi climatica è un problema da affrontare con decisione. “Ci troviamo peggiori di ciò che pensavamo, ma anche più sinceri nel vedere le nostre fragilità e più pronti ad ascoltare voci che prima erano marginali” – il discorso del presidente del Consiglio – “Vediamo il danno che abbiamo fatto al pianeta e vediamo il danno che abbiamo fatto a noi stessi“.

Una politica più ambientalista è sempre stata al centro dell’agenda politica del Governo Draghi. Già durante il discorso in Senato, per ottenere la fiducia, il presidente del Consiglio ed ex numero uno della Banca Centrale Europea, aveva spiegato: “Vogliamo lasciare un buon pianeta, non solo una buona moneta“. Resta da vedere se, alle buone intenzioni a parole, seguiranno anche i fatti.

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