L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 24 maggio 2021

Non possiamo stare con uno Stato che puntualmente si allea con i padroni

La fune dell’ipocrisia non si interrompe mai



Non c’è pace per le vittime e non c’è pace per i vivi in questo paese distrutto dal morbo dell’ipocrisia. Dopo la tragedia della funivia ecco che si è messo in moto il treno del cordoglismo politico , espresso in primo luogo da Draghi con la consueta sincerità e facondia, mentre il ministro dei Trasporti Enrico Giovannini ha detto di seguire “le evoluzioni” della vicenda, ma che muoverà il sedere da Roma solo domani, assieme al capo della protezione civile, così da mettere subito le mani avanti sugli affarucci correlati alle tragedie che in Italia non mancano mai. Ma il sistema ha trovato nel presidente Mattarella la sua perfetta cattiva coscienza visto che l’inquilino del Quirinale, forse preso di sorpresa da questa tragedia che segna di vergogna l’agonia del turismo italiano lucidamente voluta, non ha potuto fare a meno di dire una parola di verità richiamando “al rigoroso rispetto di ogni norma di sicurezza per tutte le condizioni che riguardano i trasporti delle persone”

Eh già, ma sinceramente come si fa a pretendere questo in un Paese dove una società che ha ammazzato 50 persone per aver trascurato in maniera plateale e dimostrata la manutenzione di un ponte, non solo non è stata punita, non solo non ha perso la concessione per le autostrade, ma ha strappato allo stato condizioni ancora migliori? Il presidente ha mai detto qualcosa a questo riguardo o magari ai Benetton è concessa per legge l’inosservanza delle norme di sicurezza? .Come si fa ad agitare l’indice nel momento in cui l’assenza di manutenzione non viene sanzionata e anzi lo stato si precipita a costruire un nuovo ponte così che la società cha ha fatto crollare il primo non perda un soldo in pedaggi e continui a gestire la tratta? Non so chi sia che gestisce nei fatti la funivia del Mottarone che peraltro ha sempre avuto una vita travagliata e dunque avrebbe dovuto essere controllata con una speciale attenzione, ma chiunque sia di certo non è stato incentivato e spinto ad investire in sicurezza e controlli da uno stato che in tutte le sue articolazioni alla fine se frega altamente delle vittime e corre a pasteggiare con i padroni. Quindi almeno risparmiateci i moniti e alzate le mascherine, che vi stanno a pennello. Abbiate il coraggio di essere ciò che siete.

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