L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 27 maggio 2021

Soldi soldi in cambio di vite umane, una società dissacrante

Strage della funivia, "il freno è stato manomesso". Tre fermati

La pm: "Gesto consapevole", per evitare di interrompere il servizio per giorni, o settimane, il guasto è stato ignorato

26/05/2021 08:06 CEST | Aggiornato 10 ore fa

UFFICIO STAMPA VIGILI DEL FUOCOANSA

La forchetta che bloccava il freno d’emergenza era rimasta lì, volutamente. C’era un problema nell’impianto della funivia Stresa-Mottarone e la manutenzione di maggio lo aveva risolto solo in parte. Così, per evitare di interrompere il servizio, di fermare la funivia per giorni, o settimane, il guasto è stato ignorato. E il freno di emergenza non ha avuto modo di entrare in azione quando sarebbe stato determinante. Quando, cioè, il cavo di una cabina della funivia ha ceduto, causando la morte di 14 persone. Una ricostruzione, questa, che è molto più di un’ipotesi accusatoria.

Nella notte sono state fermate tre persone per il disastro di domenica scorsa. Si tratta di Luigi Nerini, proprietario della società che gestisce l’impianto, la Ferrovie Mottarone srl, del direttore dell’esercizio Enrico Perocchio e del capo servizio Gabriele Tadini. Agli inquirenti, che indagano per omicidio colposo plurimo, disastro e lesioni colpose, hanno ammesso di aver di proposito lasciato la forchetta. Perocchio no, lui ai pm nega di aver autorizzato quella che considera “una pratica suicida”. Non immaginando che il cavo potesse spezzarsi e la mancanza del freno potesse essere fatale a chi in quella cabina si trovava. Spensierato, in vacanza, per vedere un posto incantato. “Il Paradiso”, lo aveva definito una delle vittime prima di salire sulla cabina.

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