L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 7 giugno 2021

ANCORA ITALIA

“Ancora Italia” alle prossime elezioni comunali: “Ci candideremo ovunque avremo la forza per farlo”

10:20 06.06.2021 (aggiornato: 13:09 06.06.2021)
Eliseo Bertolasi

© Sputnik . Evgeny Utkin

Sull’orizzonte politico italiano si sta profilando un nuovo partito: “Ancora Italia - Per la sovranità democratica”. Il suo debutto alle prossime elezioni amministrative in vari comuni d’Italia.
Il 14 settembre 2019 nasceva “Vox Italia”, un nuovo partito sovranista col filoso Diego Fusaro come ideologo; dopo un anno e mezzo la scissione: una parte del nuovo partito decide di seguire “Italexit” del senatore Gianluigi Paragone, l’altra di chiamarsi “Ancora Italia”.
L’attuale orientamento di “Ancora Italia” è chiaro: “il partito politico di chi, nel tempo della globalizzazione infelice e dei mercati apolidi deregolamentati, del fanatismo economico senza frontiere e senza identità, non rinuncia ad affermare, con orgoglio e determinazione, che noi siamo ancora Italia: e che, dunque, occorre procedere in direzione ostinata e contraria rispetto ai cantori delle “cessioni della sovranità” e dell’“irreversibilità” dei processi in atto”.
Tra settembre e ottobre si voterà in molti comuni italiani, tra i quali 21 capoluoghi di provincia (di cui 6 capoluoghi di regione); Francesco Toscano, presidente nazionale di “Ancora Italia”, ha illustrato a Sputnik Italia le motivazioni della scissione da Vox Italia e soprattutto le potenzialità del suo partito sullo sfondo dell’imminente appuntamento elettorale:
"Abbiamo dato vita a “Vox Italia” in risposta al fallimento del governo “giallo-verde”. Il governo “giallo-verde” nacque con l’idea di rappresentare quella galassia di persone che il mainstream diffamava come: populiste, complottiste, sovraniste.. Quell’esperimento doveva in teoria rappresentare le reazioni dal basso verso l’alto, in particolare contro l’oligarchia finanziaria che tanti danni aveva fatto nelle politiche economiche europee. Quel fallimento aveva lasciato di fronte ai nostri occhi una prateria politica in quanto quelle persone non avevano più rappresentanti, ma non erano sparite. Abbiamo così deciso davanti al tradimento di Salvini e Di Maio di provare a dare continuità a quell’idea di rappresentanza. Se non che, col passare dei mesi, ci siamo accorti che come ogni progetto politico nascente c’era bisogno di un periodo di rodaggio, sia per selezionare meglio la dirigenza in grado di portare avanti una progettualità politica rivoluzionaria e di cambiamento come la nostra, sia per meglio mettere a fuoco le strategie di breve, medio e lungo periodo.
C’era una parte tra i dirigenti di “Vox Italia”, convinta che la politica si esaurisce nel momento elettorale, che ha puntato tutto sulle elezioni del 2023 come se fossero uno spartiacque decisivo e finale. Secondo noi questa impostazione è miope. Così come miope è l’idea di affidarsi alla visibilità di un leader (sen. Paragone ndr.) che frequenta salotti televisivi nelle mani di quelle persone che noi combattiamo, per esprimere una politica di radicale cambiamento dei rapporti di forza: o siamo degli illusi, o siamo complici del sistema e noi non siamo né l’uno né l’altro".

Francesco Toscano, presidente nazionale di “Ancora Italia”
© Foto : Fornita da Francesco Toscano

Il programma del partito

— Qual è il programma di “Ancora Italia”?
— I valori fondativi del nostro progetto sono sempre gli stessi. “Ancora Italia” è la legittima prosecuzione, l’ampliamento, il miglioramento del vecchio progetto. Noi siamo nati come un movimento in difesa di una democrazia sostanziale svuotata dalle oligarchie europee.

A noi di “Ancora Italia” è stato vietato a Treviso e a Pordenone di manifestare pacificamente il dissenso nei confronti delle politiche di questo governo, motivando il diniego con la preoccupazione dell’emergenza pandemica, quando, invece, abbiamo visto manifestare tranquillamente dappertutto: come ad esempio i tifosi dell’Inter e i sostenitori della legge Zan. È gravissimo che il ministero dell’Interno vieti all’opposizione democratica di poter fare politica per esprimere il dissenso.

— Avete in programma iniziative finalizzate a far conoscere e a diffondere “Ancora Italia”?
— Il 4 luglio a Roma ci sarà un grande convegno nazionale dove parteciperanno molti nostri iscritti da tutte le regioni italiane. Lì costruiremo una forte solidarietà orizzontale tra persone che hanno conservato la serenità mentale. Nessuno di noi va in giro “da solo con la mascherina”, persone che non si sono fatte annullare dalla manipolazione costruita in maniera luciferina e sapiente dal sistema. Cercheremo di rappresentare un barlume di sanità in mezzo a questa follia collettiva.
Il 2 di giugno abbiamo appena organizzato un evento a Verona dove ha partecipato anche Diego Fusaro, il 15 di maggio a Brescia il nostro responsabile territoriale Paolo Ferrari ha organizzato un altro evento dove si è parlato non solo di politica ma anche di vaccini. Siamo molto attivi.

15 Aprile, 16:14

— Eventi a Roma, Verona, Brescia.. Qual è la vostra copertura a livello nazionale?
— In pochissimo tempo in maniera capillare siamo riusciti a coprire tutte le regioni d’Italia. Oltre a ciò il nostro canale mediatico “Visione tv”, anche se ora è finito nel mirino di YouTube che ha minacciato di chiuderci, sta crescendo tanto: è una voce libera che infastidisce e che i “padroni” che già controllano tutte le informazioni ufficiali e gran parte delle informazioni in rete non tollerano, tanto che vorrebbero organizzare non più il rogo dei libri, ormai fuori moda, ma il rogo virtuale di tutti i canali non allineati.

La prospettiva delle prossime elezioni
— A settembre ci saranno le elezioni in molti comuni d’Italia. Tra le liste elettorali troveremo anche “Ancora Italia”?
— Col nostro simbolo, ci candideremo ovunque avremo la forza per farlo. Il nostro simbolo, ricordo, è il profilo di Dante Alighieri.
— Perché Dante Alighieri?
— Perché vuole testimoniare un’idea di politica che si riappacifica con la cultura. Non c’è politica senza cultura. La politica senza cultura diventa solo un comitato d’affari.
— Per governare, il compromesso delle alleanze è pressoché inevitabile. Avete già un’idea di quali, eventualmente, potrebbero essere i vostri alleati, seppur a livello comunale?
— Non siamo dei manichei, non siamo dei fanatici, dogmatici, siamo pronti a fare squadra con tutte le persone che, perlomeno, condividono con noi una lettura sulla gravità della situazione esistente. Fare squadra insieme a tutti quelli che si rendono conto che stiamo scivolando in un vero e proprio regime, che seppur dissimulato e delicato nella forma, di regime vero e proprio comunque si tratta.

Siamo quindi disposti a fare accordi con tutti quelli che vogliono provare a difendere con le unghie coi denti questi residui spazi di libertà che ancora permangono. Lo facciamo perché siamo consapevoli della gravità del momento. Se dal risultato delle urne i cittadini manipolati dovessero esprimere consenso nei confronti di chi li ha colpiti facendo finta di difenderli, io penso che, subito dopo, questo potere già arrogante, già violento potrebbe passare a delle soluzioni ancor più pericolose.

Se ci sarà una grande risposta democratica dal basso forse si fermeranno, se invece troveranno conferma della loro capacità di manipolazione nell’utilizzare le paure per costringere il popolo a cedere sempre più diritti, potrebbero perfino venire a prendere i “dissidenti” casa per casa.

12 Maggio, 09:32

https://it.sputniknews.com/20210606/ancora-italia-alle-prossime-elezioni-comunali-ci-candideremo-ovunque-avremo-la-forza-per-farlo-11596112.html

Nessun commento:

Posta un commento