L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 11 giugno 2021

commercio di paura e isteria, di manipolazioni di dati, di cambiamento di protocolli per aumentare i numeri della pandemia, è stato messo in piedi per raggiungere l’obiettivo della vaccinazione universale, che certo costituisce l’affare del secolo in fatto di profitti, ma significa molto di più: la riduzione degli uomini in malati che solo un potere autocratico può salvare dal pericolo

Vaccini contro la pandemia o pandemia per i vaccini?



È molto difficile guardare indietro agli eventi degli ultimi 15 mesi e non sospettare che ci sia di più nella narrazione pandemica di quanto sembri; che mentre l’infezione, in effetti, uccide solo persone molto anziane e già gravemente malate si sia voluto usare il nuovo virus per promuovere la vaccinazione universale iniettando preparati sperimentali in tutti i sette miliardi di persone che popolano il pianeta. Una totale follia sanitaria se non puntasse in realtà a un’agenda economico – politica chiamata in qualche versione grande reset. In poche parole, come detto molte volte anche in questo blog tutto il commercio di paura e isteria, di manipolazioni di dati, di cambiamento di protocolli per aumentare i numeri della pandemia, è stato messo in piedi per raggiungere l’obiettivo della vaccinazione universale, che certo costituisce l’affare del secolo in fatto di profitti, ma significa molto di più: la riduzione degli uomini in malati che solo un potere autocratico può salvare dal pericolo. Queste ipotesi ridicolizzate nonostante i tanti segnali che si sono avuti, specialmente l’Event 201 dove una serie di soggetti interessati ha discusso strategie operative per mobilitare sulla pandemia prossima ventura funzionari della sanità pubblica, capi di stato, società di marketing, big Tech, big pharma, social media e ovviamente l’informazione che comunque è già in gran parte in mano ai medesimi soggetti. Tanto da arrivare all’approvazione di emergenza di vaccini mai sperimentati e trasformando le popolazioni umane in cavie senza che nemmeno un qualche comitato animalista intervenga a fermare lo scempio.

Fino ad ora questa era un’ipotesi, certamente fondata su molti indizi e sulla logica, l’unica che riesca a tenere insieme i brandelli di una realtà contradditoria, ma dopo la vicenda delle email di Fauci che ha imposto la tesi del virus naturale contro le ipotesi di molti virologi, la volontà di manipolazione della pandemia è apparsa molto più chiara e ha reso anche più evidente cosa si stava preparando già da qualche anno: basta ascoltare questo intervento di Fauci del 2017 in cui il capo nel National institutes of Health, preconizza una pandemia durante la presidenza Trump, cosa che lega direttamente il fatto sanitario a quello politico, in maniera finora inedita. Ma se qualcosa sta ormai uscendo fuori , qualcosa che colpisce alcuni capri espiatori e rinfocola nello stesso tempo accuse alla Cina , ciò è probabilmente dovuto al fatto che non tutto è filato liscio, come è evidenziato dalla inattesa e straordinaria marea di effetti avversi e di decessi che le vaccinazioni stanno provocando. Sebbene tali notizie vengono minimizzate dissuadendo i medici dal segnalarle esse premono nella regione carsica che si estende tra evidenza e cattiva coscienza, esse potrebbero prima o poi esplodere in faccia ai protagonisti della narrazione. A mio giudizio questo cigno nero, questa emersione nel caos dentro l’illusione di poter determinare tutto, è la scoperta che la proteina spike, quella che i vaccini stimolano le cellule umane a produrre per attivare le difese immunitarie contro il Sars Cov 2, è di per sé tossica soprattutto per l’apparato circolatorio anche se non fa parte di un virus completo , ma viaggia nel flusso sanguigno come semplice spezzone biochimico. Detto in parole povere il vaccino infetta quanto il virus o con più eleganza il vaccino è il virus. In più il meccanismo con cui il vaccino agisce potrebbe trasformare alcune comuni proteine nelle loro forme prioniche portando nel tempo a degenerazioni del sistema nervoso.

Ci sono ormai decine di studi e centinaia di prese di posizione su questa ”cantonata” presa dai produttori di vaccini, ma quella che più si adatta al tono e agli scopi di di questo post è stata quella del professor. Byram Bridle, dell’istituto di immunologia virale dell’ Università di Guelph, una delle migliori del Canada ( per chi se lo chieda Guelph deriva proprio dall’italiano Guelfo):

“Abbiamo fatto un grosso errore … non ce ne siamo resi conto fino ad ora … pensavamo che la proteina spike fosse un ottimo antigene bersaglio … Non abbiamo mai saputo che la proteina spike stessa fosse tossica e patogena … Quindi vaccinando le persone , le stiamo inavvertitamente inoculando con una tossina, che entra in circolo e, quando ciò accade, può causare danni, soprattutto nel sistema cardiovascolare. E ci sono molte altre domande legittime sulla sicurezza a lungo termine di questo vaccino”

Non è quindi impensabile che qualcuno voglia fermare la follia di una vaccinazione totale per una sindrome influenzale e abbia fatto saltare in aria il tappo Fauci, forse come primo avvertimento.

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