L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 11 giugno 2021

Euroimbecilandia schizofrenica, non dice di no al padrone Stati Uniti e poi investe in Cina massicciamente perchè ha profitti più alti

Cina: in aumento investimenti delle aziende europee
Secondo report Bloomberg

Xinhua
09 giugno 202116:55NEWS

(ANSA-XINHUA) - WASHINGTON, 09 GIU - Le aziende europee osservano un margine di profitto più alto in Cina rispetto al resto del mondo e stanno aumentando gli investimenti nel Paese dopo la sua rapida ripresa dalla pandemia di Covid-19 dello scorso anno. È quanto emerge in un Bloomberg report.

La percentuale di aziende europee che pianificano di espandere le operazioni in Cina nel 2021 è balzata fino a quasi il 60% rispetto al 51% dello scorso anno, riferisce l'agenzia di stampa citando un sondaggio della Camera di Commercio Europea.
Circa la metà dei 585 intervistati ha riportato margini di profitto più alti in Cina rispetto alla loro media globale, mentre l'anno scorso la percentuale era del 38%.
Inoltre, il 73% degli intervistati nel 2020 ha registrato un profitto, mentre il 14% ha chiuso in pari. Le cifre erano circa allo stesso livello degli anni precedenti, nonostante la perturbazione pandemica, e ciò riflette la rapida ripresa dell'economia cinese, osserva l'agenzia Bloomberg.
"La resilienza del mercato cinese ha fornito un riparo indispensabile alle aziende europee durante la tempesta della pandemia" si legge nel report.
Nel frattempo, un quarto delle imprese intervistate sta intraprendendo il cosiddetto "onshoring", internalizzando le catene di approvvigionamento in Cina.
Citando Charlotte Roule, membro della Camera di Commercio Europea in Cina, "il punto principale è sviluppare la catena di approvvigionamento qui, per quanto possibile, e fornire tutto il necessario per il mercato". (ANSA-XINHUA).

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