L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 6 giugno 2021

Giulio Sapelli a tutto campo spiana la strada allo "stregone maledetto" per incidere nella carne viva di Euroimbecilandia a trazione tedesca. Francia, Italia alleanza di ferro per far avanzare l'integrazione europea a danno dei suoi popoli

Giulio Sapelli/ “L’ordoliberismo della Merkel ha distrutto l’economia europea”

Pubblicazione: 05.06.2021 - Carmine Massimo Balsamo

L’economista Giulio Sapelli ai microfoni di Sky Tg24: “Bisogna ripensare l’intervento pubblico, il modello Iri non funziona più”

(Sky Tg24)

Giulio Sapelli in tackle sulla Germania. Intervenuto ai microfoni di Sky Tg24, l’economista ha commentato le ultime dichiarazioni di Wolfgang Schäuble sull’austerità e sull’impossibilità di ridurre il debito senza Patto di stabilità: «E’ una tesi molto diffusa, ma che lo dica il ministro Schauble ha un suono tragico, quasi nefato. L’esperienza della Cdu tedesca con la signora Merkel ha distrutto l’economia europea con l’ordoliberismo, adesso dobbiamo vedere questo uomo intelligente che dice queste cose senza nessuna base teorica».

Giulio Sapelli ha poi aggiunto sulle parole di Schäuble: «Esprime il nazionalismo ordoliberista tedesca, quello che ha indebitato la Grecia e che ha imposto le regole dell’austerità. Un po’ di teoria economica dovrebbe indurre anche la Cdu ad ascoltare il giornale della Confindustria tedesca, che dice basta con questa politica di distruzione della domanda e della potenziale offerta, perché altrimenti non troveremo neanche più i fornitori».

GIULIO SAPELLI: “BISOGNA RIPENSARE L’INTERVENTO PUBBLICO”

Giulio Sapelli ha poi parlato del ruolo dello Stato in economia: «Bisogna smetterla di considerare la teoria dell’impresa pubblica come un segmento della teoria della finanza pubblica, bisogna considerarlo come un segmento della teoria dell’impresa». Giulio Sapelli ha poi aggiunto: «Bisogna ripensare l’intervento pubblico: un amministratore solo, nessun Cda, il profitto non va agli azionisti ma va alla manutenzione e all’investimento. Avessimo fatto le autostrade così, non sarebbe accaduta la disgrazia di Genova. Avremmo un’acqua che non perde il 40% negli acquedotti». «L’Iri è il frutto della seconda guerra mondiale, quel modello lì non funziona più», ha concluso l’economista.

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