L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 15 giugno 2021

Gli ebrei sionisti sono strategicamente dei perdenti

Il nuovo capo del Governo: “Siamo nell’era del Terzo Tempio”

Naftali Bennet è anche cittadino americano; è esperto informatico di grande successo, specializzato nell’informatica di sorveglianza (che Israele esporta nel mondo); in più, esibisce apertamente la sua religiosità. L’uomo giusto al posto giusto nel momento giusto. Pochi mesi fa, il 12 febbraio, quando era “soltanto” ministro della Difesa (del paese con almeno 200 testate atomiche) dichiarò quanto segue:

“… il capo del partito Nuova Destra, Naftali Bennett, ha parlato mercoledì ad una Yeshiva (seminario maschile) nel nord di Israele criticando un rivale politico che, secondo Bennett, non considera le istituzioni statali israeliane come una parte fondamentale nel processo di redenzione .

(Ce l’aveva con tale Itamar Ben Gvir, il quale, come molti ebrei ortodossi, non riconosce il significato biblico e profetico e l’autorità dello Stato di Israele e delle sue istituzioni sioniste).

Bennett ha puntato il dito contro ciò che definisce “un atteggiamento attuale di anarchia in Israele”, dicendo che il motivo per cui il Secondo Tempio è stato distrutto era perché ognuno “ha seguito le proprie regole”.

“Dobbiamo capire il quadro generale, la visione d’insieme” ha detto Bennett: “Oggi siamo nell’era del Terzo Tempio”.

Bennett ha poi ripercorso la storia del Regno di Israele: “Abbiamo avuto solo due volte uno stato in cui abbiamo governato come un popolo unito. La prima volta è durata solo 80 anni: re Davide 40, poi re Salomone 40. Dopodiché, ci siamo divisi”. La seconda volta, siamo stati sovrani per soli 74 anni durante la dinastia degli Asmonei” [dal 140 al 37 a.C., quando l potere di questi sacerdoti finì per la conquista romana].

Bennett tocca poi il presente dicendo “Ora siamo a 72 anni [dalla nascita dello stato d’Israele]. La nazione ebraica non è mai stata in grado di mantenere un governo unito per più di 80 anni”. Ha concluso dicendo che non lascerà che “nessuno faccia a pezzi lo stato di Israele”.

https://www.facebook.com/100012268565790/videos/877840189301592/


https://www.maurizioblondet.it/il-nuovo-capo-del-governo-siamo-nellera-del-terzo-tempio/

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