L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 7 giugno 2021

Guerra dell'acqua - i prodromi ci sono tutti, già è iniziata tra Egitto, Sudan, Etiopia, ora è l'Iraq che segnala le dighe della Turchia e dell'Iran. E non poteva che essere l'Africa l'inizio della fame d'acqua.

Iraq lancia l'allarme: nuove dighe in Turchia e Iran provocheranno mancanza d'acqua nel nostro paese


© Foto : Pixabay / Sven Lachmann

La costruzione di nuove dighe sui fiumi Tigri ed Eufrate da parte di Turchia e Iran potrebbe portare a penuria d'acqua in Iraq entro il 2035, ha affermato il presidente iracheno Barham Salih.
"La costruzione di dighe su Tigri e Eufrate porterà ad una carenza idrica annuale di 10,8 metri cubi in Iraq entro il 2035. Ciò metterà a rischio la produzione agricola e la fornitura di acqua potabile alla popolazione", ha affermato il presidente nel suo intervento in occasione della Giornata mondiale dell'ambiente.
Salim ha aggiunto che la questione della gestione delle risorse idriche richiede un dialogo serio e costruttivo tra Turchia, Siria, Iran e Iraq e deve avere alla base un principio di responsabilità collettiva. Ha sottolineato che è cruciale non infliggere danni a nessuna delle parti.

"La posizione geografica dell'Iraq nel centro del Medio Oriente gli dà un'opportunità di unire i paesi della regione. Le politiche che perseguiamo possono essere diverse, ma dobbiamo lavorare insieme per combattere il cambiamento climatico. E' un pericolo che minaccia tutti noi", si legge in un comunicato del capo di stato condiviso in un post su Twitter.

Salih ha osservato che già circa 7 milioni di iracheni hanno difficoltà per via della siccità e sono stati costretti a cercare altri posti per vivere. Considerando che la popolazione del Paese raddoppierà e ammonterà a 80 milioni entro il 2050, le questioni economiche e sociali legate al cambiamento climatico diventeranno più sensibili.

Nel 2018, la Turchia ha messo in funzione il bacino idrico di Ilisu, situato sul fiume Tigri nelle province di Mardin e Sirnak, a sud-est del Paese. I compiti principali della diga sono il controllo delle inondazioni, l’approvvigionamento idrico e l’irrigazione.

Nessun commento:

Posta un commento