L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 18 giugno 2021

I tuoi soldi sono in banca ma per ritirarli è una corsa ad ostacoli e non tutti sono capaci a saltare

Eredità bloccata per una questione di firme: entra nella filiale della banca e tenta il suicidio

Mercoledì 16 Giugno 2021


VENEZIA- È entrato nella filiale della Deutsche Bank di calle Goldoni deciso a ottenere il via libera alla concessione delle firme per la parte di eredità che gli spettava. E se non le avesse ottenute, avrebbe messo in atto quello che aveva in testa, cioè compiere un gesto dimostrativo e tentare il suicidio ingerendo un cocktail di farmaci potenti di fronte al direttore e al personale della filiale. Pastiglie che lui, un uomo sulla cinquantina, ha veramente ingerito ma che gli sono state fatte sputare da due carabinieri di pattuglia nella zona.

I militari, per caso entrati nello stesso istituto di credito dove aveva appena fatto accesso l'uomo, hanno assistito alla scena e quando hanno visto le pastiglie ingoiate dall'uomo, sono intervenuti in suo soccorso.
Dopo avergli fatto sputare i farmaci, lo hanno portato in caserma dove lo hanno tranquillizzato e si sono fatti raccontare la sua storia e le ragioni che l'hanno portato, ieri mattina, a minacciare e poi realizzare il tentativo di suicidio all'interno della filiale dell'istituto di credito tedesco.

Alla fine sembra che le firme per lo sblocco dell'eredità siano state promesse dalla banca, spinta alla decisione anche dalla risolutezza dell'uomo che, dopo mesi di difficoltà, si era deciso a mettere in atto il suo piano. Fondamentale, in questo caso per evitare che ci fosse un epilogo del tutto diverso dal finale scritto ieri attorno a mezzogiorno nella filiale di calle Goldoni, è stato proprio l'intervento della pattuglia dei carabinieri di Venezia che hanno evitato la coda tragica stoppando il tentativo dell'uomo di uccidersi di fronte - almeno così ha detto lui ai militari dell'Arma - all'ennesimo diniego della banca rispetto alle sue richieste. Non è stata necessaria nessuna visita in ospedale per evitare intossicazioni proprio perché il pronto intervento dei carabinieri ha reso vano il tentativo di avvelenamento che l'uomo aveva deciso per sé, se non gli fosse stato concesso il via libera alle firme, poi arrivate. Dopo aver lasciato la caserma dei carabinieri, l'uomo è tornato a casa.
Ultimo aggiornamento: 16:51

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