L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 18 giugno 2021

Il commercio lo si fa con i camion se ne facciano una ragione i SiTav

16 GIUGNO 2021

LETTERA / LA VALSUSA “SÌ TAV” E “SÌ TIR”: IL RE È NUDO


di RICCARDO HUMBERT

Un mio carissimo amico, favorevole all’apertura del tunnel tra Torino e Lione poiché onestamente ed eticamente convinto che spazzerebbe via i tir dalle strade, mi confida preoccupato che la notizia dell’apertura della seconda canna del Frejus e la costruzione di un nuovo autoporto grosso il doppio del precedente lo turbano.


Non riesce a far conciliare le cose e si sente anche un po’ tradito. I casi sono due, mi dice, o la dirigenza autostradale ha subìto un preoccupante shock anafilattico e si è ritrovata contagiata dalla sindrome di Tafazzi oppure, in barba ad ogni proclama, la finalità è molto più semplicemente quella di aumentare il traffico autostradale, oltretutto con l’appoggio dei signori che fanno il buco e che sovvenzionano il nuovo autoporto.

Nessuno, a meno che non sia un pazzo, andrebbe mai a spendere un sacco di soldi per costruire due opere del genere con la finalità di diminuire il traffico, tanto più quando l’autostrada gli appartiene.

C’è qualcosa che non quadra, sostiene il mio amico, anche perchè a breve il Tunnel del Monte Bianco chiuderà per quattro mesi e alla sua riapertura, si dice, non permetterà più il transito ai mezzi pesanti.

Strano, gli rispondo, eppure è ancora viva la commozione con la quale noi tutti abbiamo constatato la grande umanità e il senso etico dei propugnatori del buco nella difesa della fauna locale: hanno addirittura costruito un corridoio per la farfalla e hanno impedito al gatto di Dana Lauriola di essere torturato da un veterinario che, in quanto valsusino, è notoriamente un sovversivo!

Il mio amico mi risponde che forse potremmo essere ancora più commossi se della grande attenzione e umanità elargita verso gli animali questi signori ne riservassero un po’ anche per gli esseri umani considerato che sono proprio loro a sostenere che ci sarà un aumento di malattie cardiovascolari e respiratorie pari al 10/15%, in particolar modo tra le fasce più deboli, cioè bambini e anziani; ma per l’essere umano non sono previsti né corridoi né veterinari.

Sono disorientato, dico al mio amico, ma quello contrario al buco non ero io? Siccome però è onesto mi confida che ormai, secondo lui, non è più questione di essere pro o contro, poiché il potere e il profitto sono trasversali e superiori ad ogni tipo di etica e di valore umano e quando si incontrano non c’è conflitto ideologico che tenga.

In pubblicità si chiama claim, è quella frasetta che, a fine spot, svela la principale promessa fatta ai consumatori/clienti, poiché ormai tali siamo. Avendo dunque perso ogni connotazione umana la maschera può tranquillamente venire abbassata e ora che ci vorrebbero rieducati a proclami e a tv ci credono pronti per metabolizzare il claim in questione: Si Tav e Si Tir.

In contemporanea. Questo è lo scopo; ma ora, almeno, il re è nudo.

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