L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 11 giugno 2021

Il governo tedesco paga ricercatori per fare previsioni catastrofiche sull'influenza covid. Gli ospedali speculano sui posti letti in terapia intensiva. In Euroimbecilandia tutta sono accadute cose simili in tutti i paesi

Incredibile: il governo tedesco ha mentito sui posti letto in terapia intensiva



La Germania sembra davvero essere un verminaio della ” covidderie” come avrebbero detto gli intellettuali francesi del secondo impero: con un fortissimo impulso a premere sull’acceleratore della narrativa pandemica a scopi politici interni. Non solo si è scoperto, ma questo ormai da quasi 9 mesi, che il governo aveva pagato alcuni ricercatori del Robert Koch Institut per fornire le previsioni epidemiche più catastrofiche possibile e rendere perciò possibile instaurare una dittatura sanitaria fondata sull’ emergenza , ma adesso salta fuori da un rapporto dell’Ufficio federale della finanze ( un analogo della nostra Corte dei conti) il fatto che ospedali e cliniche “riportassero meno posti di terapia intensiva di quelli effettivamente disponibili” in maniera da ricevere sovvenzioni e prebende per la creazione almeno sulla carta di questi posti letto dedicati alla nuova malattia e per la loro gestione.

Il ministero della sanità ha ammesso di aver forse speso un po’ troppo per strutture che probabilmente non sono servite o magari non sono state nemmeno effettivamente approntate, ma il fatto saliente è che si è creato un meccanismo di premi e compensazioni che scattavano quando i letti di terapia intensiva liberi in una determinata area erano inferiori al 25 per cento del totale. Dunque c’era una rincorsa a fingere un’occupazione dei posti di terapia intensiva molto superiore al vero addirittura con malati che venivano spostati avanti e indietro tra i letti di intensiva e quelli normali. Questa situazione, al di là delle note sul costo di queste furbizie da corsia, era ben nota al governo federale il quale però ha taciuto ed è stato scandalosamente complice di questi sotterfugi perché fornivano il pretesto per continuare nella politica delle segregazioni e dei distanziamenti sociali: questi infatti venivano presentati come necessari visto l’affollamento delle unità di terapia intensiva e la necessità dunque di rallentare il contagio per evitare che gli ospedali fossero sopraffatti. Ma non era vero niente: le terapie intensive anzi sono state utilizzate dell’8 per cento in meno rispetto al 2019, tanto per non far mancare un tocco di grottesco.

Questo non è che uno dei casi e delle modalità con cui si è fatto in modo che il personale sanitario tenesse in qualche modo bordone alla narrazione o comunque fosse meno tentato di strappare il sipario, vale a dire coinvolgendolo con premi e con incentivi correlati alle diagnosi di morte con covid, ai reparti covid, alle terapie intensive e via dicendo. In molti Paesi europei in primis l’Italia sono accadute e accadono cose analoghe. Il problema è che ormai la menzogna si è così incancrenita, l’ipnosi così profonda che anche di fronte alle stigmate della menzogna si resta indifferenti.

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