L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 19 giugno 2021

Il sindaco Rasero è parte integrante del Sistema mafioso massonico politico istituzionalizzato

POLITICA | 18 giugno 2021, 18:24

"Gratteri? Non so chi sia". La frase del sindaco Rasero finisce sulla pagina Facebook intitolata a Giovanni Falcone. Cerruti torna a chiedere le dimissioni

Scrivono gli amministratori della pagina: "È estremamente inquietante che in un territorio come l'Astigiano dove diverse inchieste hanno confermato una presenza radicata da anni della 'ndrangheta ci siano sindaci che non sanno nemmeno chi sia il principale procuratore della Repubblica impegnato contro di essa"


"Il nome di Gratteri non l’avevo mai sentito in 40 anni. Non lo conosco. Non so chi sia. E comunque avevo già un impegno".

La frase del sindaco di Asti, Maurizio Rasero, oltre a far discutere da giorni la politica locale, finisce anche sulla pagina facebook intitolata a Giovanni Falcone seguita da più di 700mila persone.

L'assenza di tutta l'amministrazione comunale all'appuntamento del festival letterario Passepartout con Nicola Gratteri, procuratore di Catanzaro, non era sfuggita alla minoranza che attacca da giorni Rasero e la sua giunta, chiedendone le dimissioni come ha fatto oggi anche Massimo Cerruti capogruppo del Movimento 5 Stelle che scrive: "La figuraccia si allarga a vista d'occhio, purtroppo.
Asti ed il Sindaco stanno finendo (in negativo), oltreché su diverse testate di varie zone d'Italia, anche su una pagina di Giovanni Falcone con oltre 700.000 followers e nelle newsletters a tutti gli iscritti...Una macchia che rimarrà indelebile.

Ribadiamo la richiesta: a tutela della città di Asti e dei suoi cittadini ammetta l'errore e si dimetta".

Il sindaco Rasero, durante una conferenza stampa, qualche giorno fa aveva ammesso di non conoscere assolutamente la figura di Gratteri, scatenando una polemica ulteriore.

Scrive ancora la pagina di Falcone: "Oltre al sindaco, nessun assessore e nessuno dei 20 consiglieri di maggioranza si è fatto vedere. Non si stupisce l'opposizione, che in una nota ricorda che Rasero presiede la stessa giunta che voleva far uscire la città di Asti da Avviso Pubblico, la rete di comuni contro mafie e corruzione, e si è schierata contro la legge regionale che limita il gioco d'azzardo in Piemonte.

Il sindaco ha anche dichiarato che il nome di Gratteri è sconosciuto all'astigiano medio, che lui rappresenterebbe, e che comunque lui, da tifoso dell'Inter, non sa nemmeno i nomi dei giocatori, quindi non è un problema politico, anzi, è felice che il procuratore sia intervenuto nella sua città.

Sarà anche vero, ma è estremamente inquietante che in un territorio come l'astigiano dove diverse inchieste hanno confermato una presenza radicata da anni della 'ndrangheta ci siano sindaci che non sanno nemmeno chi sia il principale procuratore della Repubblica impegnato contro di essa".

C'è da scommettere che l'argomento non finisce qui.

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