L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 16 giugno 2021

In Calabria, giustamente, si rifiuta il miscuglio dei vaccini sperimentali. Chiunque asserisca la bontà del miscuglio vaccinale sperimentale approfittando della propria autorità per maramaldeggiare su una plebe avvilita e spaventata è solo un mentitore seriale.

Cocktail in offerta all’ happy hour dei vaccini



Sapete non mi meraviglia che una medicina passata dalla cura degli uomini a quella dei profitti possa anche inventarsi i cocktail di vaccini: troppa gente senza scrupoli indossa un camice bianco che dovrebbe invece essere rosso di vergogna. Mi meraviglia invece che una volta sparata questa assurdità pur di liberarsi di dosi per le quali evidentemente c’era un impegni di spaccio, ci sia un popolo credulo e pauroso che immediatamente accetta questa novità, originariamente indicata come pericolosa o comunque inesplorata dagli stessi bugiardini vaccinali. Non si può misurare l’infinito con un metro, ma per averne un’idea basta pensare alla credulità umana che pare non avere avere confini, che può essere spostata sempre un millimetro più in là.

Chi conserva ancora un minimo di testa resta spaesato e sconcertato perché questo cambiamento di indirizzo, già diventato il mantra dei più cretini e dei trollisti in servizio permanente attivo nei social, è avvenuto senza la minima sperimentazione e nella totale assenza di qualunque evidenza: chiunque asserisca la bontà del cocktail vaccinale approfittando della propria autorità per maramaldeggiare su una plebe avvilita e spaventata è solo un mentitore. Come si sa o si dovrebbe sapere uno dei cardini del metodo scientifico è proprio la messa in mora del principio di autorità e la sua sostituzione con la conferma sperimentale, le opinioni degli esperti veri o più facilmente sedicenti come quelli dell’abominevole cts non contano nulla senza verifiche sul campo. Ma qui c’è gente che pur di favorire il mercato dei vaccini per interessi che niente hanno a che vedere con la salute o con la scienza, ma evidentemente con le proprie tasche, dice con una spaventosa leggerezza cose che potrebbero anche rivelarsi letali per qualcuno. Per cui alla fine la questione è molto semplice: vogliamo dei medici o dei potenziali assassini capaci di dire e prescrivere qualunque cosa per fare i propri interessi personali, compresa una carriera sulla pelle degli innocenti? il dilemma, lo si voglia o meno è proprio questo: medicina o mercato.

Questo si dovrebbe pensare quando compaiono i vati dei vaccini che asseriscono sempre senza mai indicare da cosa nascano le loro convinzioni, peraltro variabili anche più delle previsioni meteo. Ma questo non sembra accadere, molta gente trova nell’affidarsi a questi carneadi come una specie di sollievo: credere nella pandemia, nei numeri fasulli, in vaccini che misteriosamente aumentano i contagi o li azzerano a seconda che avvinghia, nella trasformazione di un’influenza in pesta, toglie loro l’urgenza di doversi battere per quel mondo che a parole dicono di volere e di immaginare, ma che non sono stati capaci di difendere né dagli amici, né dai nemici, né tantomeno dal logorio delle prassi, delle chiacchiere e dagli interessi. Così non ci si deve confessare il fallimento tanto più clamoroso quanto più un potere cinico è in grado di creare una realtà mistificata e fittizia. Basta credere a tutto ed ecco che si può dire che un virus è intervenuto a cambiare le carte in tavola.. Il bisogno di credere è tale che il sistema può persino lasciar trapelare i dati reali senza che questo riesca a scuotere l’albero degli zoccoli . Eh si, sapere è potere, ma non sapere, non voler sapere è rasserenante. Tutta colpa del virus.

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