L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 3 giugno 2021

La lira turca non sta bene e le ragioni di Impero ottomano la affossano sempre di più

Perché Erdogan sta affossando la lira turca, ora peggiore valuta emergente

02/06/2021 - 12:23

Erdogan continua a scuotere la lira turca, in costante affondo e ora considerata la peggiore valuta tra i Paesi emergenti. Cosa sta succedendo? Tutti i guai economici della Turchia.


La lira turca non trova pace e continua il suo affondo, complicando la già difficile situazione economica e finanziaria della Turchia.

Il presidente Erdogan ha rinnovato le richieste di tassi di interesse più bassi, spingendo la valuta a un nuovo minimo rispetto al dollaro. Cresce, inoltre, la pressione sul governatore della banca centrale per allentare la politica nonostante l’elevata inflazione.

Gli analisti sono piuttosto pessimisti sul futuro turco e già annoverano la valuta come la peggiore tra i Paesi emergenti, dopo che aveva conquistato negli anni l’etichetta di moneta più performante.

Che sta succedendo alla lira turca e quali guai economici si abbattono su Erdogan?
Lira turca affonda: cosa succede?

La dichiarazione di Erdogan secondo cui i tassi di interesse potrebbero essere tagliati a luglio o agosto indica un’altra estate drammatica per la lira.

Il peggioramento del sentiment, responsabile di oltre la metà del calo del 13% della valuta di quest’anno, ha già spinto la lira a un minimo record e ha trasformato quella che era la moneta dei mercati emergenti più performante fino a metà febbraio alla peggiore, secondo le analisi Bloomberg.

L’aumento dei prezzi del petrolio e dell’inflazione globale forniscono ulteriori venti contrari alla stabilità della nazione.

Nel dettaglio, la lira si è indebolita di circa il 3% all’inizio di mercoledì 2 giugno per scambiare a 8,6 dollari nella mattinata.

Il nuovo tonfo ha fatto seguito alle osservazioni di Erdogan, il quale sostiene la convinzione non ortodossa che i costi di finanziamento inferiori aiuteranno a rallentare l’inflazione, a differenza di quanto pensa la maggior parte dei banchieri centrali di tutto il mondo.

Occorre sottolineare che il livello attuale di inflazione turco rende quasi impossibile per il governatore tagliare i tassi.

Probabilmente a maggio i prezzi sono aumentati del 17,3% annuo, rispetto al 17,1% del mese precedente, secondo la stima mediana in un sondaggio Bloomberg di 25 analisti. Più della metà prevede un’accelerazione per un ottavo mese.
L’economia turca cresce, ma è piena di insidie

L’economia turca è cresciuta a un ritmo sostenuto quest’anno, un’espansione che è avvenuta a scapito della stabilità dei prezzi e del valore della valuta.

Il rilancio è stato supportato da un consumo robusto sulla scia della spinta governativa dell’anno scorso per tagliare i tassi di interesse e aumentare i prestiti.

Il PIL è aumentato del 7% rispetto all’anno precedente e dell’1,7% rispetto al quarto trimestre.

Quali insidie si nascondono dietro questi numeri? Enver Erkan, capo economista di Tera Yatirim, con sede a Istanbul ha parlato di illusione.

Il PIL pro capite in dollari USA è sceso di quasi il 40% dal 2013 a circa 7.700 dollari l’anno scorso, rendendo il modello economico della Turchia insostenibile poiché la crescita è principalmente guidata dalla spesa pubblica e dagli sforzi per aumentare i prestiti.

Il Governo ha incoraggiato le banche ad aumentare i prestiti per aiutare le imprese e i consumatori e il boom del credito è stato accompagnato da un ciclo di allentamento anticipato. Quella spinta alla crescita ha indebolito la valuta del 20% lo scorso anno e ha mantenuto l’inflazione a due cifre.

Infine, c’è il problema disoccupazione, con l’indice principale che si attesta al 13,1% e il tasso tra i giovani del Paese a circa il doppio.

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