L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 2 giugno 2021

Le quinte colonne dell'Occidente per le rivoluzioni colorate, sono le Ong soprattutto quelle che fanno capo a Soros


Putin caccia Soros e le sue Ong: arrestato il direttore di Open Russia

-1 Giugno 2021

Roma, 1 giu – Open Russia, appartenente alla galassia di Open Society Foundation legata a George Soros, per il Cremlino è “un’organizzazione indesiderabile”. Così Vladimir Putin ha fatto arrestare Andrei Pivoravov, direttore della Ong sostenuta dallo speculatore finanziario. Pivoravov è stato fermato ieri all’aeroporto Pulkovo di San Pietroburgo, mentre si trovava su un aereo pronto al decollo. Ad annunciare l’arresto di Pivoravov è stato il suo legale, Elena Borodina, dicendo che il direttore di Open Russia è stato fatto scendere dall’aereo della compagnia Lot in partenza per la capitale polacca Varsavia.
Open Russia “indesiderabile”

Pochi giorni fa la stessa Ong guidata da Pivoravov e fondata dall’ex oligarca Mikhail Khodorkovsky, aveva annunciato il suo scioglimento e optato per “l’annullamento dell’appartenenza di tutti i membri a Open Russia per evitare possibili persecuzioni”.
Come mai? Perché in Russia è entrata in vigore una legge che impedisce a chiunque abbia lavorato o sostenuto organizzazioni considerate estremiste dal governo, di candidarsi alle elezioni. Open Russia evidentemente era ritenuta una di queste. La nuova legge russa prevede inoltre un inasprimento di pene per chi collabora con tali Ong “indesiderabili”. Per quanto il Cremlino specifichi che la chiusura dell’organizzazione legata a Soros non è il risultato di “un’epurazione politica”.
La guerra di Putin a Soros e alle sue Ong

La guerra tra Soros e Putin va comunque avanti da diversi anni. L’arresto di Pivoravov non è dunque un fulmine a ciel sereno, se consideriamo che già nel 2015 la Procura generale di Mosca aveva dichiarato “indesiderabili” ben tre organizzazioni legate a Open Russia e al magnate che nel 1992 mise in ginocchio l’Italia con una manovra speculativa terrificante, costata alla lira una svalutazione del 30%: Otkrytaya Rossia, Open Russia Civic Movement e l’Institute of Modern Russia. Tutte organizzazioni che ricevevano regolarmente finanziamenti dall’estero e che stando alle accuse avevano un preciso obiettivo: “Istigare le proteste e destabilizzare la situazione politica interna in Russia, minacciando le basi costituzionali e la sua sicurezza”.

Tre anni dopo, al forum di Davos, il miliardario ungherese ebbe la bella idea di insultare Putin. “Dirige uno Stato mafioso”, disse Soros. Parole che con tutta evidenza non sono affatto piaciute al presidente russo. E il messaggio adesso è chiaro: in Russia non c’è spazio per chi trama contro lo Stato.

Eugenio Palazzini

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