L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 12 giugno 2021

Le sanzioni sono veri e proprio atti di guerra e quelle di Euroimbecilandia alla Russia fanno capire a questa Nazione che NO nessuna fiducia si può porre agli euroimbecilli

Ecco come si avvicina la Russia alla Cina e all’India in funzione anti-Usa

11 giugno 2021


Tutte le sintonie non solo militari della Russia con la Cina e anche con l’India. L’articolo di Giuseppe Gagliano

Nonostante le sanzioni dell’Unione Europea nei confronti della Russia e nonostante le scelte poste in essere fino a questo momento dall’amministrazione Biden, Mosca si muove con una strategia volta a contrastare e a contenere l’egemonia globale americana sullo scacchiere globale.

Incominciamo la nostra rassegna partendo dalla competizione sull’Artico.

Prosegue incessante la competizione geopolitica tra la Russia e l’America sull’Artico. Infatti le manovre militari note come Arctic challenge che hanno coinvolto gli Stati Uniti, la Finlandia, Svezia e la Norvegia hanno determinato una reazione dura da parte dell’ambasciata russa negli Stati Uniti. Lo scopo di queste esercitazioni è quello di addestrare le forze armate dei paesi coinvolti per conseguire una sinergia militare nella quale le infrastrutture militari svedesi — Luleå-Kallax —, finlandesi —Rovaniemi — e norvegesi — Bodø e Ørland — giocheranno un ruolo fondamentale.

Per quanto riguarda nello specifico la partecipazione americana questa contemplerà l’uso del Corpo dei marines e in particolar modo di 10 caccia multi ruolo F/A-18.

Per quanto concerne invece le alleanze attuate dalla Russia, queste vanno verso un rafforzamento in direzione indo-cinese. A tale proposito infatti il ministro degli Esteri della Federazione Russa, Sergey Lavrov, il 9 giugno, nel corso della conferenza Primakov Readings, ha sottolineato l’importanza del 20º anniversario dell’accordo bilaterale con l’India e la Cina noto come “Trattato di buon vicinato e cooperazione amichevole“ siglato nel luglio del 2001.

Il rafforzamento strategico dell’asse sino-russo da un lato servirà a contrastare l’egemonia globale americana ma dall’altro servirà anche a controbilanciare la politica dell’Ue che si è schierata sulla stessa lunghezza d’onda di quella americana.

Nello specifico, per quanto riguarda la collaborazione indo-russa sul fronte militare, non va dimenticato che sono stati prodotti in India aerei da combattimento jet su-30, sono stati progettati missili BrahMos e si sono stati avviati progetti per la produzione di 200 elicotteri Ka-226T. Complessivamente l’accordo siglato nel settembre 2019, che prevede uno stanziamento di circa 14 miliardi di dollari, è proprio relativo al rafforzamento della cooperazione militare.

Sul fronte della deterrenza militare, ma anche del suo rafforzamento, si sta muovendo la Russia. Lo dimostra, da un lato, il fatto che il 10 giugno il ministro della Difesa della Federazione russa ha confermato l’esercitazione della flotta del Pacifico — esercitazione questa che vedrà il coinvolgimento di 20 navi da guerra ma anche dei sottomarini — e, dall’altro lato, che la Tupolev Aircraft Company sta sviluppando il bombardiere strategico di prossima generazione che dovrebbe essere in grado di rafforzare la protezione del velivolo attraverso la modernizzazione della tecnologia di guerra elettronica.

Inoltre, la presenza di missili da crociera strategici, di bombe di precisione e armi ipersoniche, consentirà al bombardiere strategico di nuova generazione di attuare un’efficace strategia di deterrenza.

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