L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 11 giugno 2021

Le sanzioni sono veri e propri atti di guerra e sono gli Stati Uniti quelli che le applicano seguiti dai cagnolini sparsi per il mondo a cominciare da Euroimbecilandia

La Cina passa al contrattacco, approvata legge contro le sanzioni straniere

10/06/2021 - 17:36

Pechino ha approvato la Anti-Foreign Sanctions Law con l’obiettivo di allentare la pressione di Stati Uniti ed Unione europea sul commercio e la tecnologia cinese e sulle aree calde di Hong Kong e dello Xinjiang.


La Cina va al contrattacco. Oggi, come annunciato dalla televisione nazionale CCTV, Pechino ha approvato la Anti-Foreign Sanctions Law, ovvero un pacchetto di misure teso ad allentare la pressione degli Stati Uniti e dell’Unione europea sul commercio e sulla tecnologia del Dragone, oltre che sulle aree calde di Hong Kong e dello Xinjiang.

Il semaforo verde segue di ventiquattro ore il passaggio al Senato USA del piano anti-Cina da quasi 250 miliardi di dollari, che oltre a rafforzare la competitività degli Stati Uniti in aree industriali strategiche prepara anche la strada a nuove sanzioni.

Cina, approvata legge anti-sanzioni straniere

Al momento, i dettagli della legge non sono stati resi ancora noti. Tuttavia, è chiaro che l’intento della Cina è di creare un supporto legale per bloccare le sanzioni straniere e difendere individui e società dai potenziali effetti di quest’ultime. Inoltre, grazie a questo nuovo fondamento legale, la Cina potrebbe decidere di rispondere colpo su colpo alle misure «unilaterali e discriminatorie» di Washington e Bruxelles.

Del resto, il piano anti-Cina approvato ieri dal Senato Usa - in una pressoché inedita votazione bipartisan, 68 a 32 - è solo l’ultima di una serie di misure che le amministrazioni Trump e Biden hanno adottato negli ultimi anni. Tra questi le sanzioni contro il colosso del tech Huawei e delle Tlc ZTE, e contro alti ufficiali cinesi per le repressioni dei manifestanti ad Hong Kong e della minoranza degli Uiguri nella regione dello Xinjiang.

Anche la Cina, a ben vedere, aveva messo a punto delle contromosse, ma come sottolineato da Tian Feilong, docente di Diritto dell’Università di Pechino, si trattava di «misure frammentate e senza una sufficiente base legale. Ora questa base legale c’è ed offre alla Cina la stessa posizione delle potenze occidentali nel prendere le dovute contromisure».

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