L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 18 giugno 2021

L'inflazione e il gioco delle tre carte

RIALZO DEI TASSI: IL RITORNO DELL’ILLUSIONE!

Scritto il 17 Giugno 2021 alle 08:44 da icebergfinanza


Vi confesso che non vedevo l’ora di mettermi a scrivere questo post dopo le decisioni del FOMC di ieri, come amava ricordare il buon Galbraith ” Ogni tanto la Borsa s’incarica di separare il denaro dagli stupidi “.

Ieri lo stupido è stato il mercato stesso, preoccupato per le visioni di un manipolo di uomini che come dimostra la storia non ne hanno mai indovinata una.

Come sempre però la memoria è labile, basta solo che un banchiere centrale o quattro cambino opinione e subito si scatena il finimondo.

Ieri la Federal reserve ha confermato i tassi di interesse allo 0-0,25%, gli acquisti di titoli 80 miliardi al mese di bond più 40 miliardi di AB) e l’insieme della politica monetaria. l’inflazione è stata confermata come transitoria all’unanimità.

STRAGOL, quindi l’inflazione è transitoria, le aspettative di inflazione saldamente ancorate ma qualche burlone all’interno della FED si aspetta rialzi dei tassi entro il 2022 e meraviglie per il 2023.

” Se vedessimo segni che l’andamento dell’inflazione o le aspettative di inflazione di lungo termine si muovano in modo notevole e persistente al di sopra i livelli coerenti con il nostro obiettivo, saremo pronti a modificare l’orientamento della politica monetaria”

Apriti cielo, rame disintegrato, materie prime crollate, dollaro booooooom!


“Al momento, in ogni caso, le aspettative restano ancorate, anche se in rialzo, ma le interruzioni delle forniture, ha avvertito Powell «aumentano la possibilità che l’inflazione diventi più elevata o sia più persistente di quanto ora ci aspettiamo”.

Ma come un banchiere centrale lavora con lo specchietto retrovisore, non ha ancora capito che il giochino dell’interruzione delle forniture è già finito?

Basterebbero le due immagini qui sopra per cancellare per sempre l’affidabilità della Federal Reserve e anche della BCE, ma si sa, il mercato ha la memoria corta…


Non ne hanno mai indovinata una negli ultimi 10 anni e qualcuno si preoccupa per quello che prevedono? Ridicolo!

Comunque grazie, il dollaro ha lanciato un bellissimo segnale tecnico, mentre i bond e i rendimenti non hanno fatto una piega, rispetto alla vigilia.

Tre governatori hanno cambiato idea e hanno anticipato i tempi per un possibile primo rialzo e ora sono in 5, due coloro che si aspettano due rialzi, addirittura per il 2023 sono in 13 quelli che prevedono un boom dei tassi, più o meno come è accaduto nel 2017/2018.


Ne parleremo nel fine settimana insieme a Machiavelli ma ci sarà da ridere e si accettano scommesse.

Alla fine tutta questa schizzofrenia ridicola perchè 13 governatori, escluso Powel, che vale quasi tutti messi insieme, sono favorevoli ad un rialzo dei tassi tra DUE ANNI e 11 di due punti.


Il resto delle previsioni non vale neppure la pena di commentarlo, come vedremo nel fine settimana, inflazione e pil del 2021 e 2022 saranno ampiamente sotto le aspettative della Federal Reserve.

L’unica cosa che vale veramente la pena di commentare è che i bond vigilantes oggi hanno lasciato un bigliettino al mercato, sono saliti solo i rendimenti a breve termine, nulla o quasi la reazione a lungo termine.


Il messaggio è che la curva dei rendimenti alla sua estremità suggerisce che la festa sta per finire, un appiattimento che è una meraviglia per i nostri occhi.


Ieri Powell ci ha fatto un grande regalo, dollaro in volo e rendimenti fermi, una meraviglia!

“Potete pensare a questo meeting come a quello in cui abbiamo parlato della possibilità di parlarne”

… ha detto Powell a proposito del tapering, ovvero della fine degli acquisti che non arriverà mai.

Se mai alzeranno i tassi, faranno lo stesso errore che hanno fatto negli ultimi 10 anni, il rialzo servirà per non scendere in fretta sotto ZERO!

Giocano con le parole questi banchieri centrali, in fondo sono umani, tirano a indovinare, sbagliano da sempre, Galbraith e Friedman ci direbbero che in fondo una banca centrale serve a poco o nulla.

Come direbbe Edgar Watson Howe, Il buonsenso in finanza consiste nel sapere che certi uomini promettono di fare certe cose e non le fanno.

State sereni amici, il bello deve ancora iniziare. Appuntamento nel fine settimana con ANACICLOSI e il nostro caro Machiavelli.

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