L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 9 giugno 2021

L'influenza covid è stato sconfitta dai NON confinamenti e NON distanzie sociali. La mascherata è abolita per legge, e le stronz.te sui passaporti vaccinali sono stati rispediti al mittente. Le vaccinazioni sono crollate. Questo succede negli Stati Uniti

In Usa frana la narrazione, in Europa vince la rassegnazione



Per molto tempo si è pensato che l’unione Europea fosse l’occasione di mantenere il continente al centro del mondo, di farne quanto meno un modello da seguire e invece si è rivelato un tarlo, anzi un vero e proprio cancro che sta distruggendo e allontanando i singoli Paesi, la cui governance è totalmente preda di lobby e di comitati d’affari che insieme alla finanza ricattano i cittadini e li tengono lontano non solo dalla partecipazione, ma anche dalla realtà e che li stanno trasformando in zombie politici. Basta vedere la differenza con quanto accade negli Stati Uniti dove finalmente si sta manifestando una reazione popolare nei confronti delle mistificazioni pandemiche e l’Europa dove invece è ancora tutto semichiuso, dove impazzano senza freni Big Pharma e le burocrazie sanitarie ad essa legate, che è diventato un vaccinificio sperimentale a ciclo continuo e che lo rimarrà per molto tempo ancora. Il confronto è davvero impietoso e in qualche modo anche inedito perché l’informazione mainstream non vi ha fatto mai riferimento: 10 stati Usa non hanno mai adottato confinamenti e distanziamenti sociali, 34 su 50 hanno ormai abolito tutte le misure, mascherine comprese e alcuni le hanno vietate per legge. 14 stati hanno inoltre vietato i passaporti vaccinali. No mi correggo 15, il Texas si è aggiunto lunedì scorso. Ovviamente il ricorso alla vaccinazione è crollato verticalmente cosa prevista dalle case farmaceutiche che hanno visto la caduta delle misure come un pericolo per i loro affari.

Come si può immaginare o comunque come può immaginare chi abbia ancora la testa sopra al collo negli stati “disubbidienti” al verbo Fauci – Gates – Big Pharma non c’è stata la strage preconizzata: come si vede dalla tabella in basso tra aree ad altra segregazione e quelle invece libere non c’è quasi differenza e quella che c’è va a vantaggio nelle minori restrizioni.


In Europa invece tutto questo è ancora di là da venire: nonostante vi siano esempi analoghi a quelli americani, vedi la Svezia, nulla sembra muoversi se non all’indietro nel campo delle libertà e si fa tutto ciò che il buon senso e le costituzioni negherebbero: se il consiglio d’Europa ha detto no ai passaporti vaccinali, la Ue li ha immediatamente approvati e nei singoli stati vengono perseguitati i medici che vogliono usare le terapie, sono messi sotto inchiesta i giudici che dichiarano illegali le segregazioni, vengono sfacciatamente negate le correlazioni tra i vaccini a la marea di reazioni avverse e di decessi da vaccini, tanto che l’Ema, l’agenzia europea del farmaco (pagata all’80 per cento dalle aziende farmaceutiche si rifiuta di ampliare il database nel quale vengono segnalati gli effetti collaterali nel tentativo di tenere basse le cifre. Insomma si vive in atmosfera cilena nella quale si distingue per particolare severità e ottusità la Germania della Merkel e senza cha a livello locale si segnalino significative defezioni. Forse gli europei sono più ubbidienti degli americani o è l’idea stessa della disubbidienza di fronte alla violenza del potere che passa sopra le leggi fondamentali ad essere stata in qualche modo sterilizzata? La risposta sarebbe lunga, ma questa acquiescenza degli europei agli assurdi diktat pandemici è in realtà collegata al fallimento della costruzione continentale nei modi in cui essa si è strutturata soprattutto a partire dalla caduta del muro di Berlino.

In sostanza la nascita della società di massa e il contemporaneo abbandono dell’idea di stato nazionale o meno in favore di poteri non delegati di natura sostanzialmente economica ha determinato il disastro prima culturale e poi economico della Ue che trova il suo simbolo perfetto nell’euro. E’ da questo che sostanzialmente deriva l’atarassia degli europei di fronte a quella che ogni giorno di più appare come una mistificazione medico sanitaria colpevole tra l’altro di molte migliaia di morti stritolati dentro i meccanismi della narrazione. E per giunta una mistificazione quasi interamente nata in Usa. Siamo al diapason di una situazione che ha portato a un impressionante declino in appena due decenni: nel 2000 ante moneta unica, 41 grandi aziende su 100 nel mondo erano europee, oggi solo 15 e fra poco è grasso che cola se ne rimarranno 3, ma soprattutto ha portato a un crollo di qualità delle elite politiche nazionali, sempre meno importanti rispetto a una governance di tipo economico-finanziaria instaurando un circolo vizioso al ribasso. Oggi un vile affarista , anche un po’ scalzacane come Draghi figura come se fosse un gigante, mentre quarant’anni fa sarebbe stato un uomo di terzo piano, come del resto è stato a lungo. Dunque il suo modo di comandare è quello di obbedire. Ma questo vale in generale per tutte le elite europee, nemmeno più in grado di scuotersi di dosso una bugia, come del resto i loro cittadini, pardon i loro sudditi ormai clinicamente gestibili.

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