L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 19 giugno 2021

Lo Stato italiano esce da Mps (Monte dei Paschi di Siena) e alle assicurazioni francesi Axa andrà 1 miliardo di euro, tondo tondo. Continua la speculazione, e il governo consenziente, sulla banca più antica d'Europa, avava e ha la maggioranza nel Consiglio d'amministrazione

BANCHE & MERCATI
Mps, 1 miliardo ai francesi di Axa: indovinate chi è l’ad e dove lavorava prima?

17 Giugno 2021, 17:32

L’operazione è semplice: lo Stato italiano esce da Mps (Monte dei Paschi di Siena) e alle assicurazioni francesi Axa andrà 1 miliardo di euro, tondo tondo. Si parla di “bonus”, ovvio. A a spiegare il “giochino” nel dettaglio ci ha pensato Nicola Borzi con un articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano: “Martedì Il Sole 24 Ore ha sganciato una nuova bomba sull’accidentato percorso di riprivatizzazione della banca che da mesi cerca senza successo un cavaliere bianco. L’accordo sulle polizze tra Mps e Axa, secondo il quotidiano economico, prevede un’opzione “put” che concede ai transalpini il diritto di vendere per un miliardo la propria quota nella joint venture assicurativa con il Monte in caso di nuovo azionista di controllo”.



Ma lo scoop del Sole “dimentica” un dato non marginale, sul quale invece si sofferma Borzi: “La porta girevole di cui ha beneficiato Marco Morelli, amministratore delegato del Monte durante la revisione del contratto con Axa e ora presidente esecutivo di Axa Investment Managers, il ramo di gestioni patrimoniali del gruppo francese. La vicenda inizia il 22 marzo 2007, quando Mps e Axa firmano un accordo per creare una joint venture di 10 anni a partire dal 19 ottobre 2007. Nell’autunno del 2016 tra Mps e Axa inizia la revisione dell’accordo, in vista della sua proroga per 10 anni”. 


“Il 20 settembre 2016 – ricostruisce Borzi – Morelli entra incarica come ad di Mps. Il manager conosceva bene la banca, della quale da giugno 2006 a febbraio 2010 era stato vicedirettore generale e responsabile finanziario. L’ennesimo aumento di capitale da 5 miliardi del Monte fallisce il 22 dicembre. Dopo lunghe trattative con Ue e Bce, nel 2017 lo Stato salva la banca con la “ricapitalizzazione prudenziale” da 5,4 miliardi, tornando primo azionista con il 68%. Il 10 novembre 2017, dopo il salvataggio pubblico, Mps firma la nuova intesa nella bancassurance con Axa”. Il 20 febbraio 2020 Morelli annuncia l’addio a Mps. E dove va? 


Facile: “Il 16 luglio Axa Investment Managers lo nomina presidente esecutivo. Ora emerge la put che consente ad Axa di ricevere sino a 1 miliardo quando lo Stato uscirà dal Monte. È una clausola comune nelle joint venture, che però l’accordo di novembre 2017 validato dal Comitato parti correlate di Mps aveva escluso”. Mps e Axa, contattate dal Fatto Quotidiano, non commentano.

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