L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 7 giugno 2021

Lo "stregone maledetto" protagonista ieri e oggi. Ci ha regalato/regala 50 anni di deflazione salariale/precarizzazione lavorativa

Draghi e i 50 anni di deflazione salariale

Pasquale Cicalese
06 Giugno 2021 10:00


A che serve lo sblocco dei licenziamenti, la revoca del reddito di cittadinanza e un reclutamento del personale nella Pubblica Amministrazione prevalentemente precario?

Con il Pacchetto Treu la generazione nata negli anni settanta, dopo il 1989 e il crollo dell'Urss, oltre che con la firma del Trattato di Maastricht, doveva essere educata alla precarizzazione lavorativa e alla deflazione salariale, in un contesto di cambio di paradigma economico basato sulle esportazioni e dunque sui bassi salari.

Sono passati 25 anni. Ora c'è la generazione dei Millenial, anche essa deve essere educata secondo questi criteri per i futuri 25 anni.

50 anni di deflazione salariale e di precarizzazione lavorativa, la marxiana liquidità della forza lavoro, che impedisce di metter su famiglia, o quando succede in un contesto fortemente deteriorato, e fare figli.

50 anni perduti del Paese, per immolarsi a rendita e profitto industriale spostato all'estero.

Non c'è logica economica in tutto questo, la stessa guerra al salario ha portato il Paese, e l'Ue, a non contare più nulla nelle assise internazionali.

Solo stupidità, oltretutto osannata dai media. Continuo a ritenere Draghi, protagonista della prima e della seconda stagione della deflazione salariale, uno scarso economista.

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