L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 11 giugno 2021

Nicolino Grande Aracri non è attendibile

Gratteri: “dico quello che penso in modo crudo e asciutto e questo non piace al potere”

9 Giugno 2021


“Oggi ho certificato che un capo crimine della ‘ndrangheta (Nicolino Grande Aracri, ndc), che due mesi fa aveva chiesto di incontrarmi per parlare di cento omicidi, non è attendibile. Sono andato personalmente in udienza per rendere nota questa valutazione”. Lo ha detto, questa sera, il procuratore capo della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro Nicola Gratteri ospite nella trasmissione ‘Otto e mezzo’ su La7.

“Se vuoi il programma di protezione – ha specificato – devi dire tutto perchè sono in grado di sapere se dici la verità oppure no”. Dobbiamo lavorare con il codice in mano e chi intende collaboratore deve dire tutto quello di cui è a conoscenza dal punto di vista penale”.

In relazione alle dichiarazioni del ministro della giustizia Cartabia che, da più parti, sono state interpretate come una sorta di apertura alla possibilità di decretare una amnistia o un idulto Gratteri si è dichiarato contrario aggiungendo “abbiamo la responsabilità della sicurezza del Paese”. Se il problema è quello, vero, dell’affollamento delle carceri, il magistrato calabrese ha aggiunto: si possono fare quattro nuovi istituti di 5 mila posti in tempi brevi utilizzando i prefabbricati, in America ci sono.

Sono convinto, ha proseguito Gratteri, che anche sulla base delle discussioni attuali, ” i mafiosi non usciranno dal carcere” anche se “si vanno a guardare le circolari del Dap (Dipartimento amministrazione penitenziaria) dal 2010 al 2012 si vede che il 41bis è stato svuotato dai contenuti”.

“Io dico quello che penso in modo duro, crudo e asciutto e questo non piace a chi gestisce il potere”- ha anche aggiunto Gratteri che ha confermato che intende presentare domanda per la Procura di Milano e la Procura nazionale antimafia.

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