L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 4 giugno 2021

Onore al combattente, ai combattenti

 

Lettori, rallento un po’

Per una decina di giorni riposo, il che significa: non porterò con me il computer. Sento di dover rallentare il ritmo, e mi è impossibile a casa, sollecitato dalle raffiche di informazioni sull’Impostura, di cui i media non dicono letteralmente nulla e mi spingono a comunicare a voi.

Esco dunque, grazie a un amico che guida per me, una specie di vacanza protetta. Meno di un mese fa sono stato al pronto soccorso per una angina; in ospedale mi hanno proposto una operazione a una valvola mitralica che (a 77 anni) ho rifiutato. In questo momento dunque sono fuori dall’ospedale ma guarito non sono. Sto semplicemente alla larga dai medici, anche il cosiddetto mio medico di base, per ritardare il più possibile il momento – che ritengo comunque inevitabile, salvo un soccorso dal Cielo – in cui sarò costretto all’iniezione mRNA, che per me cardiopatico ha buone possibilità di restituirmi al Creatore che mi ha dato la vita. Per questo non ho nemmeno la possibilità di ottenere farmaci con prescrizione. Ma non mi preoccupo. So che le loro macchinazioi andranno in malora e cadranno nella fossa che loro stessi hanno scavato (Salmo 7). Del resto, non ci tengo particolarmente a vivere nel futuro del Gran Reset, con pasti a base di insetti, il reddito universale che per i dissidenti sarà molto basso, e in coabitazione con nigeriani dotati di cittadinanza nel non più mio trilocale che ci sta preparando il governo. “Li catturi la rete che hanno tesa!”.

Vi saluto e arrivederci, spero, a presto.

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