L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 8 giugno 2021

Più tamponi farlocchi si fanno e più si scovano i contagiati asintomatici che fanno numero e servono per alimentare il terrorismo sull'influenza covid

I casi di covid registrati in Italia sono 2.275. Si contano 51 vittime

È tornato a salire il tasso di positività: l'1,5% contro l'1% registrato sabato (minimo storico dell'anno) e l'1,1% del giorno precedente. Un dato però che, come tutte le domeniche, risente della giornata festiva in cui vengono effettuati meno tamponi e principalmente a casi 'sospetti'

aggiornato alle 17:4006 giugno 2021

© Minichiello / Agf - L'hub vaccinale anti covid di Porta di Roma

AGI - I casi di covid registrati in Italia sono 2.275 su 14.958 tamponi e si contano 51 morti. Il totale delle vittime sale così a 126.523.

È tornato a salire il tasso di positività: l'1,5% contro l'1% registrato sabato (minimo storico dell'anno) e l'1,1% del giorno precedente. Un dato però che, come tutte le domeniche, risente della giornata festiva in cui vengono effettuati meno tamponi e principalmente a casi 'sospetti'.

In calo i ricoveri, sia in terapia intensiva (-14 con 20 nuovi ingressi) che nei reparti ordinari passati da 5981 a 4.963. Nei reparti ordinari restano ricoverate 4.963 persone contro le 5.193 di sabato (-230). In terapia intensiva 774 contro i 778 del giorno precedente.

Per quanto riguarda le diverse regioni, in testa per numero di casi resta la Lombardia con 359 nuovi casi, seguita da Sicilia (275), Campania (255) e Lazio (233).

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