L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 4 giugno 2021

Prodotti monouso che prima non figuravano sono stati introdotti sul divieto della plastica

Perché il governo Draghi litiga con l’UE sulla plastica
GIULIA ALFIERI 4 GIUGNO 2021


Al bando piatti, posate, cannucce, contenitori in polistirolo, cotton fioc e tutti i prodotti in plastica monouso. Perché la direttiva europea SUP non piace a molti in Italia?

La direttiva Ue 904, nota come SUP (Single Use Plastic) o anche “salvamare”, prevede che entro il 3 luglio gli Stati membri vietino la plastica monouso. La normativa, però, preoccupa e fa arrabbiare diversi esponenti del governo Draghi, che temono per l’impatto che il provvedimento avrà sull’economia.

L’Italia aveva recepito e approvato a larga maggioranza la direttiva lo scorso 20 aprile, tuttavia Bruxelles ha aggiunto solo in un secondo momento alcune linee guida che mettono al bando anche alcuni prodotti monouso che prima non figuravano.

COSA HA DETTO GIORGETTI

Il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, in un recente incontro con il commissario europeo per gli Affari economici e monetari Paolo Gentiloni, non ha nascosto la sua inquietudine: “Riguardo alla transizione ecologica è importante sottolineare che è giusto andare in quella direzione, ma tenendo conto anche del prezzo che si paga in termini di posti di lavoro persi”.

Dallo stesso dicastero guidato da Giorgetti è circolata una nota in cui si ribadisce che: “La consapevolezza ambientale, progetto condivisibile e obiettivo da perseguire non può ignorare le conseguenze di un approccio ideologico che penalizza le industrie italiane lasciando sul terreno morti e feriti in termini di fallimenti aziendali e disoccupazione”.

COSA HA DETTO CINGOLANI

Il ministro alla Transizione ecologica, protagonista assoluto della questione, Roberto Cingolani ha addirittura definito “assurda” la direttiva SUP e sottolineato le contraddizioni dell’Ue: “L’Europa ha dato una definizione di plastica stranissima, solo quella riciclabile. Tutte le altre, anche se sono biodegradabili o sono additivate di qualcosa, non vanno bene. Ma nello stesso tempo – ha aggiunto Cingolani – la Ue sta finanziando grandi progetti europei per sviluppare plastiche biodegradabili”.

COSA NE PENSA CONFINDUSTRIA

Come scrive Il Sole24Ore, l’industria italiana è in allarme perché è leader in Europa nel produrre oggetti in plastica ma anche in carta politenata e plastica biodegradabile e il presidente di Confindustria Carlo Bonomi con un tweet ha lanciato lo stesso allarme di Giorgetti

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