L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 3 giugno 2021

Se il lavoro non c'è e quello che offrono è solo precario; se i redditi continuano ad abbassarsi soprattutto da quando c'è l'Euro il risultato è dato dall'emarginalizzazione di sempre più strati della popolazione e ricerca di spazi, anche illegali, per sopravvivere

Quelli che ci pagheranno le pensioni

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Milano è allo sbando: lo confermano gli ultimi 4 giorni

Giovanni Giacalone

Milano continua ad essere teatro di gravi episodi di delinquenza e, se nel 2018 e nel 2019 il capoluogo lombardo si è guadagnato il primo posto nell’indice-criminalità del “Sole24Ore”, anche per il 2020 (il relativo indice sarà pubblicato a ottobre prossimo) e 2021 la direzione sembra essere quella, salvo “imprevisti”. Lo illustriamo nel Dossier del Machiavelli Milano a mano armata, di recentissima pubblicazione; eppure da quando è uscito già si sono aggiunti ulteriori fatti di cronaca a corroborare quanto affermato.

Basti pensare che tra mercoledì 27 maggio e domenica 30 si sono verificati: ben due episodi (uno dei quali in stile guerriglia urbana) che hanno obbligato le forze dell’ordine a sparare; un omicidio; un tentato omicidio; una rapina con pestaggio. Tutto quanto in soli quattro giorni.

Sabato pomeriggio, presso un campo da calcio in Via del Ricordo, zona Ponte Nuovo, è stato ucciso a coltellate il 38enne cittadino peruviano Adrian Ybarraguirre Silva, noto negli ambienti latini anche come “el cholo Adrian”; le motivazioni del diverbio finito in tragedia non sono ancora chiare e l’assassino, probabilmente un suo connazionale, è ancora in fuga.

Nella notte tra giovedì e venerdì invece i Carabinieri sono intervenuti alle Colonne di San Lorenzo dopo aver soccorso due cittadini tedeschi rapinati da nordafricani poi individuati nella movida. Vistosi scoperto, uno dei due maghrebini ha scagliato il proprio pitbull contro uno dei militari che, morso più volte, si è visto costretto a sparare all’animale; ferito a morsi anche uno dei due ragazzi rapinati. A quel punto però è partito un fitto lancio di bottiglie nei confronti delle pattuglie dei Carabinieri giunte sul posto da parte dei ragazzi presenti alle Colonne, che hanno portato a vere e proprie scene di guerriglia urbana. L’autore materiale della rapina, un 22enne marocchino con precedenti, è poi stato tratto in arresto, mentre il cane è stato ritrovato ferito e portato da un veterinario.

Venerdì notte in Via Sant’Arialdo i Carabinieri sono invece stati costretti a sparare, ferendolo alla gamba, a un 47enne italiano, armato con due roncole, che aveva tentato di aggredirli.

Sabato è toccato a un 58enne di El Salvador essere arrestato con l’accusa di tentato omicidio aggravato dalla presenza di un minore, dopo aver ferito a coltellate la propria ex davanti al figlio.

Mercoledì in pieno giorno un salvadoregno di 24 anni e un ecuadoriano di 20 sono stati arrestati in zona Quarto Oggiaro dopo aver rincorso un 27enne, anch’egli ecuadoriano, all’interno di un condominio per rapinarlo; lo hanno anche pestato con una mazza di ferro, causandogli contusioni a braccia, gambe e testa. Un terzo aggressore, anch’egli sudamericano, è ancora ricercato.

Un bollettino agghiacciante se si considera che tutto ciò è avvenuto in soli quattro giorni. A Milano è oramai palese come vi sia un serio problema di ordine pubblico e, se non si provvede al più presto, la situazione non potrà che peggiorare ulteriormente.

Giovanni Giacalone

Ricercatore del Centro Studi Politici e Strategici Machiavelli. Laureato in Sociologia (Università di Bologna), Master in “Islamic Studies” (Trinity Saint David University of Wales), specializzazione in “Terrorism and Counter-Terrorism” (International Counter-Terrorism Institute di Herzliya, Israele). È analista senior per il britannico Islamic Theology of Counter Terrorism-ITCT, l’Italian Team for Security, Terroristic Issues and Managing Emergencies (Università Cattolica di Milano) e il Kedisa-Center for International Strategic Analysis. Docente in ambito sicurezza per security manager, forze dell’ordine e corsi post-laurea, è stato coordinatore per l’Italia del progetto europeo Globsec “From criminals to terrorists and back” ed è co-fondatore di Sec-Ter- Security and Terrorism Observation and Analysis Group.

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