L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 4 giugno 2021

Se sei un vaccinato non puoi donare sangue

Ultime dal pianeta Covid: i vaccinati non possono donare il plasma



Purtroppo non capita giorno che non sia costretto ad occuparmi della pandemia a pandemia e soprattutto dell’incongruenza con la quale viene affrontata che sembra sempre orientata a favorire i vaccini piuttosto che le cure e insomma a sostituire trattamenti medici veri e complessivi con mere e costose punture. Proprio l’altro giorno avevo citato uno studio apparso su Nature nel quale si dimostrava con chiarezza che l’immunità derivante da una infezione da covid, anche di quelle asintomatiche è forte e duratura grazie all’ampiezza della risposta dei linfociti T e alla durata dei memoria delle cellule B, insomma qualcosa di imparagonabile con l’incerta e brevissima protezione fornita dai vaccini ( a parte ogni altra considerazione riguardo al loro meccanismo di azione che potrebbe essere di per sé patologico, vedi qui e qui ). Ora gli esami del sangue che stabiliscono la quantità di anticorpi presenti per una determinata malattia vengono utilizzati per determinare l’immunità alla stessa: se sono al di sopra di un certo valore si è considerati immuni. Ma nel caso del Covid-19, tuttavia, la Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha emesso il mese scorso un avviso di sicurezza avvertendo sia il pubblico che gli operatori sanitari di non utilizzare i test anticorpali SARS-CoV-2 per valutare l’immunità, in particolare per le persone. che hanno ricevuto il vaccino.

Perché un a simile stranezza? Per coprire l’ennesimo lato oscuro dei vaccini, ma in generale della narrazione sul covid: innanzitutto perché l’ampiezza della risposta del sistema immunitario a infezioni naturali è abbastanza ampio da creare una immunità crociata con virus simili e dunque si potrebbe scoprire che molte persone sono già immuni al covid facendo saltare la mistica vaccinista e poi perché sembra che paradossalmente la vaccinazione distrugga con un meccanismo ancora non chiarito una risposta immunitaria esistente per cui le persone vaccinate non sono più approvate come donatori di plasma dalla Croce Rossa negli Stati Uniti.

La cosa sembra assurda, ma in realtà è perfettamente logica: i linfociti T riconoscono migliaia di proteine virali (1440 per la precisione) dunque forniscono una protezione ad ampio spettro, mentre i vaccini a mRna, stimolano le cellule a produrre unicamente la proteina “Spike” del SArs Cov 2 sperando così di creare un’immunità verso quella sola perciò il titolo totale di anticorpi rischia di essere comunque basso senza dire che la vaccinazione può sopprimere una risposta anticorpale già presente. Dunque l’Fda dice “Una vaccinazione Covid-19 può far sì che alcuni, ma non tutti, i test anticorpali risultino positivi. Non dovresti interpretare i risultati del tuo test sugli anticorpi SARS-CoV-2 come un’indicazione di un certo livello di immunità o protezione dall’infezione da SARS-CoV-2. ” Il che è un modo per dire che l’efficacia dei vaccini è davvero bassa, ma di certo non lo è la loro nocività: ma si sa le cavie non hanno voce in capitolo.

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