L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 19 giugno 2021

Stiamo vivendo situazioni caotiche impossibili da gestire, che potrebbero portare a un dissolvimento graduale della mistificazione narrativa in cui ci hanno costretto a vivere

Sognando Norimberga



La negazione della realtà è talmente frustrante che i pochi che ancora non hanno perso la testa e/o la dignità parlano di una sorta di processo di Norimberga da organizzare contro i mandanti, gli organizzatori e gli esecutori della narrazione pandemica e ne favoleggiano nei pochi spazi rimasti rimasti liberi al dibattito. Tuttavia si tratta di sogni: Norimberga fu possibile perché la Germania e il regime nazista furono sconfitti da potenze esterne e anche così molto della organizzazione e degli uomini che avevano collaborato col potere hitleriano, rimasero al loro posto perché in qualche modo e soprattutto all’impero americano facevano comodo. Analogamente una qualsiasi Norimberga avrebbe bisogno che l’occidente in qualcuna delle sue varie espressioni subisse uno scacco decisivo dal mondo altro, dal mondo multipolare. E’ quasi impossibile pensare che un potere in grado di creare una realtà fittizia per imprigionare l’umanità dentro le proprie distopie possa essere messa sul banco degli imputati da minoranze che per quanto agguerrite hanno a che vedere con masse sempre più amorfe che addirittura non hanno nemmeno più la forza di lottare per la loro esistenza economica e solo adesso, dopo un anno e mezzo, di tormenti stanno afferrando che ubbidire alle cose più assurde nella speranza che così si sarebbe usciti dalla pandemia non è stata una buona strategia: lo sarebbe stata se il Covid fosse stato davvero la peste e non in sostanza una mistificazione che ha portato peraltro a migliaia di vittime da caos e da errori medici.

A questo si aggiunga la totale e pneumatica mancanza di una qualsiasi alternativa politica credibile a meno che non ci si voglia illudere che Salvini, la Meloni, personaggi alla Paragone o altre schegge derivanti dall’esplosione dei Cinque stelle possano esprimere una qualche reale opposizione al regime euro pandemico che si stringe attorno a Draghi e alla sua opera di svenditore e impoveritore del Paese. Magari possono tapparsi il naso, fare la voce grossa, ma sostanzialmente sanno qual è il loro ruolo nell’orchestra del potere, ossia quello della stonatura programmata. Ciò che è accaduto in questo anno e mezzo è talmente scandaloso e radicale che non può essere affrontato da un’opposizione che in qualche modo sia interna al sistema, la battaglia per la libertà e la Costituzione devono far riferimento a un idea completamente antagonista rispetto al mondo che ci si trova ad affrontare. Purtroppo questo antagonismo non è che marginale e molto spesso espresso da persone che sono nate nella stagione in cui si scontravano diverse idee della società, diverse speranze, diverse e avverse visioni del mondo. Difficile riattizzare questi fuochi nel conformismo contemporaneo e nella sua ideologia costruita come una collana di spot insensati.

Dunque forse si riuscirà a venire fuori dalla narrazione pandemica e della distopia sociale che ne è una componente essenziale, forse il peso della multipolarità, probabilmente l’azione di forze economiche non ancora del tutto normalizzate, magari, chissà, brandelli di coscienza e di dignità ancora esistenti nel mondo della ricerca e soprattutto le situazioni caotiche impossibili da gestire, potrebbero portare a un dissolvimento graduale della mistificazione e tuttavia la ritirata sarà gestita dagli stessi che hanno guidato l’assalto alla ragione e al buon senso. In effetti, anzi, già si può notare che qualche giornale ( in maniera evidente Il Fatto) e qualche personaggio comincia una quasi impercettibile marcia indietro, anche perché incalzato dal disastro immane delle vaccinazioni di massa e non si fa fatica a credere che esista un piano B grazie al quale tutti o quasi i colpevoli saranno innocenti: le autorità sanitarie che si sono svendute tireranno fuori (alcune già lo stanno facendo alla chetichella) i numeri veri e diranno di essere state fraintese, i medici sosterranno di aver ubbidito persino quando questi assassini negavano le cure, i media diranno di aver solo riferito quello che diceva la scienza, i responsabili politici si nasconderanno dietro il medesimo tappeto. Al massimo si troverà qualche capo espiatorio e si fingerà che che non sia mai avvenuto ciò a cui abbiamo assistito, ossia a un tentato golpe delle oligarchie finanziarie per via sanitaria. Non ci saranno colpevoli e intanto rimarranno alcuni strumenti di negazione delle libertà come i passaporti vaccinali che all’occorrenza potranno essere usati in modo diverso e non a caso non si chiamano come dovrebbero, ma green pass, che può valere per un milione di cose o come gli strumenti della gestione di emergenza sempre pronti a scattare per qualsiasi cosa. E tutto questo in attesa di poter ritentare la strada del neo feudalesimo.

Occorreranno anni e forse decenni decenni di reinsediamento di una cultura politica, ammesso che ciò sia realizzabile, per poter davvero opporsi su tutti i fronti a questo degrado sociale, cognitivo e oserei dire spirituale se non temessi di essere frainteso. Solo allora si potrà immaginare davvero la Norimberga per quelli che vogliono essere padroni del mondo.

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