L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 31 luglio 2021

Arriva la STAGFLAZIONE e hanno bisogno della paura&terrore come metodo di governo

CRONACA
Con il Green Pass via alla dittatura europea: sanitaria e digitale


venerdì, 30 luglio 2021, 09:34
di marina mascetti

Ida Magli: «Ci troviamo ormai davanti a dei nuovi martiri: quelli che si sono sacrificati e che debbono sacrificarsi.... Ci troviamo davanti all'abbandono di ogni razionalità, di ogni possibilità umana di dubbio, di alternativa, di scelta, ossia davanti a un puro fenomeno di «sacralità»: sacrificarsi, morire, ma non venire meno». Si riferiva ai sacri parametri di Maastricht, ma oggi per l'iniezione il meccanismo è esattamente lo stesso: è un dogma di fede di cui è vietato dubitare.

Giorgio Agamben: «Nel Green pass non è in gioco la salute, ma il controllo della popolazione».

Maurizio Blondet: «Stasera 22 luglio 2021, in tv Draghi e Speranza hanno ufficialmente proclamato la dittatura. Come in ogni regime... è essenziale il controllo della popolazione... si discrimina quella parte della popolazione che si dimostra refrattaria. Ieri la stella gialla, oggi il pass "verde". Sottomissione o discriminazione».

E aggiunge: «[Draghi] è il perfetto rappresentante e braccio esecutivo dell'élite finanziaria globale. La democrazia, già da anni in agonia, oggi muore definitivamente».

Nel 2002, quasi vent'anni fa, Ida Magli fondò l'associazione ItalianiLiberi, per combattere l'incombente Dittatura Europea, da lei denunciata fin dal 1997 col libro "Contro l'Europa" e infiniti altri articoli pubblicati sul sito e sui principali giornali. Come sempre aveva visto lungo, e prima degli altri. Nell'estate 2011 pubblicò "La Dittatura Europea", in cui a ragione profetizzava che Mario Monti oppure Mario Draghi sarebbero andati al governo, coi risultati che sono sotto gli occhi di tutti: la distruzione e la svendita dell'Italia passo dopo passo.
Quanto sta avvenendo rispecchia fedelmente le parole di Jean Claude Juncker: «Noi prendiamo una decisione, la mettiamo sul tavolo e vediamo che cosa succede. Se nessuno fa delle storie – perché la maggior parte della gente non capisce ciò che è stato deciso – continuiamo passo dopo passo, fino a quando non si può tornare indietro».

Bisogna saper guardare oltre l'immediato e avere una visione a lungo termine. Oggi tutti discutono del Green Pass e non si rendono conto che è solo uno dei piccoli passi di Juncker che portano alla fine della nostra libertà. Ciò sta avvenendo in modo graduale e impercettibile, con la nostra stessa collaborazione: convinti che sia solo un piccolo sacrificio temporaneo, rinunciamo a sempre più cose, fino a quando ci ritroveremo tutti in catene, e sarà troppo tardi. «Obbedisci sperando che finisca, ma proprio perché lo fai non finirà mai» era scritto su un cartello durante le manifestazioni contro il Green Pass che si sono svolte il 24 luglio in più di ottanta città italiane. Pura verità.

Da un anno e mezzo stiamo andando avanti così. Prima il terrore puro e lock down durissimo; poi le zone colorate in attesa del Vaccino Salvifico, nuovo sacramento. Adesso il Green pass perché diventi di fatto obbligatorio, rendendo la vita impossibile a chi non vuole o non può farlo. Chi lo farà riceverà il bollino (verde) come le banane, con le quai condivide lo stesso tipo di spirito critico.

Riccardo Cascioli ammonisce che «chi si sta vaccinando pensando di riacquistare la libertà, avrà presto un'amara sorpresa. Dire di no al Green pass e all'obbligatorietà dei vaccini è ormai una battaglia di libertà, contro un regime che si sta affermando tra gli applausi entusiasti delle sue vittime».

Ida Magli affermò che il Potere mente e inganna i sudditi per sua stessa natura. Lo ammise anche Jean Claude Juncker, ai tempi della crisi della Grecia: «Quando le cose diventano serie bisogna mentire». Lo ha imitato Mario Draghi quando ha detto spudoratamente: «Non ti vaccini? Ti ammali e muori, oppure fai morire, contagiando qualcuno». Maurizio Blondet ha commentato così: «Draghi giustifica la dittatura sanitaria con la Menzogna, e finge di non sapere che sono i vaccinati quelli che infettano».

Ormai si è capito che i vaccini non danno immunità: ti puoi ammalare lo stesso, tutt'al più riducono i sintomi. Molti diventano positivi o addirittura si ammalano dopo averlo fatto. Gli eventi avversi letali sono numerosissimi (dati USA: oltre 4000 morti nel solo 2021, a fronte di 4000 per tutti gli altri tipi di vaccini nei vent'anni precedenti). Impossibile calcolare il rapporto rischi benefici: obiezioni e domande vengono censurati dai media e dalle piattaforme, cancellando video e post non ortodossi. Perché c'è questo fuoco di sbarramento mediatico contro chiunque abbia dei dubbi?

Ma, in fondo, perché dubitare? L'onnisciente Mario Draghi ha detto che «Il Green pass è una misura con cui gli italiani possono continuare a esercitare le proprie attività, a divertirsi, andare al ristorante, a partecipare a spettacoli all'aperto, al chiuso. Con la garanzia però di ritrovarsi tra persone che non sono contagiose"». Garanzia?? L'importante quindi è che possano divertirsi, ballare spensierati sulla tolda del Titanic (o meglio del Britannia), in attesa della galera già programmata per ottobre, quando ricomincerà l'allarme per i contagi: si darà la colpa alla movida, agli assembramenti e, naturalmente, agli untori della peste che non si son fatti l'iniezione. La ricreazione è finita. Ida Magli (La Dittatura Europea) scrisse: «È stato messo in atto, con l'aiuto delle tecnologie, un meccanismo di controllo e di "possesso" di ogni cittadino, spogliato di tutto il suo "privato", quale nessuna dittatura aveva mai realizzato. Con la giustificazione della "trasparenza" e della "tracciabilità"... il concetto di "privato", nell'uguaglianza-unificazione europea, è stato abolito».

Prima l'uovo o la gallina? Il Green pass nasce per obbligare a fare il vaccino, oppure il vaccino diventa obbligatorio per spingere la gente a lasciarsi schedare e tracciare come mai prima d'ora? Ricordiamo che fin dal 2015 si parla di Identità Digitale universale, dove verranno stivati tutti i nostri dati (fiscali, sanitari, legali, bancari ecc.). Il progetto, denominato ID2020, si deve ai soliti filantropi che leggono sempre il futuro: Fondazione Rockefeller, Bill & Melinda Gates e la GAVI (Alleanza Globale per i vaccini di cui fanno parte lo stesso Gates e le grandi multinazionali farmaceutiche), come riportato da Panorama.
Come spiega Giorgio Agamben, la schedatura biometrica universale viene giustificata con la "biosicurezza", che ha trasformato il "diritto alla salute" in "obbligo alla salute". Le oligarchie globaliste «hanno ancora bisogno degli attuali simulacri di stati-nazione perché sono i soli che possano prendere misure coercitive tipo lock down o Green pass. Spacciate come gesti di altruismo e di senso civico».
La strada è già segnata, passo dopo passo. Il primo è il Green pass(o) anche al supermercato: così si obbligano i renitenti confinati in casa a far la spesa on-line, e solo con carta di credito. Seguirà l'abolizione del contante, con la creazione delle Criptovalute delle Banche Centrali (ne ha già parlato mammina Ursula con la Lagarde). Infine, i dati del Green pass confluiranno nell'Identità Digitale, per approdare al "sistema a punti alla cinese": o ti comporti bene (e fai qual che vogliono loro), o ti bloccano i fondi e hai chiuso per sempre. Avrai il reddito di sopravvivenza, "non avrai nulla e sarai felice".

I "vaccini" a RNA sono l'ultima trovata dell'ingegneria genetica. Cosa sappiamo degli effetti a lungo termine, specie sui giovani in materia di fertilità? È inquietante ricordare che Bill Gates li ha definiti "soluzione finale", e nel 2015 (ben prima del Covid), ha detto: «Se facciamo un buon lavoro con i nuovi vaccini, la sanità e la salute riproduttiva, possiamo diminuire la popolazione mondiale del 10-15%; solo un genocidio salverà il mondo». Concetti pericolosi, che ricordano l'eugenetica nazista e le sperimentazioni di Mengele sui bambini, nonché Malthus col "depopolamento", necessario perché siamo in troppi. Nei giorni scorsi in Francia un articolo su "Le Monde" comincia a sdoganare il concetto di riduzione della popolazione mondiale (eufemismo chic per genocidio), per salvare il Pianeta dal riscaldamento globale; qualcuno si illuderà che quelli da "ridurre di numero" siano gli altri e non noi.

Suvvia, non siate complottisti! Restiamo coi piedi per terra e seguiamo la pista del denaro, che funziona sempre. Vaccinare qualche miliardo di persone, più volte all'anno per tutta la vita, è un bel business per le Case Farmaceutiche, che finanziano "l'informazione responsabile" (la pubblicità in TV al 50% è di medicinali) e la "vera ricerca scientifica" (purché dia i risultati auspicati e remunerativi).

Siate grati! Bill Gates e George Soros sono generosi "filantropi" di fama mondiale, sempre attenti al Bene dell'Umanità. Insieme hanno appena creato il Global Access Health (Gah), con l'obiettivo di «rafforzare la diffusione della tecnologia medica su scala globale». Si preparano inoltre a fornire «test rapidi ed economici per il Covid-19 ... che segnalano in tempi brevi persone che possono non avere sintomi, ma sono comunque in grado di infettare altri». Segno che prevedono tamponi a vita per tutti, oltre ai vaccini. Altro bel giro d'affari.
E naturalmente bisogna pensare al Terzo Mondo e all'Africa, anche lì ci sono vite da salvare! L'OMS (o WHO, Organizzazione Mondiale della Sanità, di cui Gates è il primo finanziatore) riporta che «solo 18 milioni di africani sono vaccinati: appena l'1,5% della popolazione del continente». Bisogna intervenire subito e portare anche a loro i benefici dell'iniezione: naturalmente potremo contare su quei filantropi paladini della salute per farlo il più rapidamente possibile.

Concludiamo col Green Pass: è veramente la Linea del Piave della nostra libertà. Se ci sottomettiamo sarà finita per sempre. Se rifiuteremo di farlo, potremo percorrere passo dopo passo, faticosamente, la strada indicata dal Mahatma Gandhi: « Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono... poi vinci».

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