L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 31 luglio 2021

Con il passaporto dei vaccini sperimentali si è formalizzato come metodo di governo la paura e il terrore

Disertare per vincere sulla menzogna



Quale livello di menzogna conclamata può sopportare una democrazia? Certo assai meno di una dittatura nella quale non si può fare nulla nell’immediato per contrastare l’inganno: così quando si assiste allo spettacolo di un presidente del consiglio che con la connivenza di Parlamento e presidenza della Repubblica vara misure repressive e discriminanti, oltre che stupide, proprio nel momento in cui i fatti smentiscono completamente le premesse con le quali viene giustificato questo attentato alla Costituzione, vuol dire siamo fuori dalla democrazia. Istituire una sorta di obbligo vaccinale quando i fatti e persino le più ambigue “autorità” affaristiche in campo farmacologico, come Fauci, affermano che i vaccinati sono contagiosi come i non vaccinati, non ha nulla a che vedere con la protezione della salute, tanto più che la famigerata variante Delta è di fatto niente più che un raffreddore.

Ma allora non vogliono che io possa sedermi al tavolino di un bar per ragioni che non saprebbero né spiegare, né giustificare? Bene non ci andrò, non sarà poi un grande sacrificio e in casa posso farmi tutti i caffè, the e tisane che voglio. Vogliono che non vada al ristorante, bene so cucinare, certo meglio di molti chef improvvisati che compaiono nella televisione spazzatura e non ci andrò. Non vogliono che viaggi e che vada in albergo? Bene non lo farò. anche se questo può sembrare una bestemmia per l’edonismo eterodiretto e conforme tipico della contemporaneità. Non vogliono che lavori? Denuncerò il padrone per il suo licenziamento illegale o per il demansionamento e intanto lancio l’idea di un fondo nazionale contro la discriminazione sul lavoro in modo da sostenere i precari che sono i più ricattabili. E così dovrebbero comportarsi tutti gli italiani che non vogliono vaccinarsi o che vaccinati o meno capiscono che il pass è l’anticamera del dispotismo proprio perché non risponde ad alcuna esigenza reale, anzi è del tutto inutile, visto che come appare da tutti i numeri del pianeta i vaccinati si ammalano e diffondono il contagio esattamente come gli altri, anzi in molti casi più degli altri, è insomma un atto di puro autoritarismo. Con modeste e temporanee rinunce un quarto della popolazione attiva può cancellare i collaborazionisti del covid nelle attività economiche e far implodere il governo. Anche a Mosca il sindaco, uomo legato al potere del petrolio e di fatto uomo del magnate Vladimir Bogdanov, ha tentato lo sgambetto di istituire un pass approfittando tra l’altro dell’assenza di Putin, ma è stata la popolazione stessa ad affossare il provvedimento, semplicemente sabotandolo in maniera massiccia e strozzando nella gola il giubilo della stampaccia occidentale.

Purtroppo da noi ci sono ancora degli illusi che non hanno capito un cazzo, che davvero pensano di sopravvivere ubbidendo a Draghi e a quelli come lui quando invece l’intenzione di far fuori una bella fetta di economia reale è assolutamente palese e addirittura dichiarata. Ma per portare a termine questo piano occorre una certa gradualità: una caduta improvvisa di economia destabilizzerebbe tutto e comincerebbe davvero a creare una resistenza nel senso vero del termine della parola. E’ proprio per questo che per un anno e mezzo c’è stato un tira e molla continuo tra il bastone delle segregazioni e la carota della falsa speranza che così facendo alla fine si sarebbe usciti dal tunnel. Ovviamente non è accaduto perché tutta la pandemia è attentamente gestita in ogni sua fase grazie a strumenti che paradossalmente adesso vengono dichiarati inservibili, ma intanto si è data l’illusione di un possibile ritorno alla normalità evitando contraccolpi troppo bruschi e reazioni forti. E con questa estate si vuole creare uno strumento di controllo che potrà servire anche dopo per qualsiasi occasione, tanto che i pass non hanno nemmeno un riferimento semantico alla vaccinazione. E’ così evidente, eppure sembrano capirlo in pochi. Inoltre altra cosa chiarissima è che si vuole creare una divisione tra la gente in maniera da poter più facilmente portare al disastro programmato del Paese e anche in questo caso molti ci cascano come bambini e collaborano attivamente alla propria stessa rovina.

Non è un caso che i pass vaccinali siano stati lanciati in piena estate in Francia e in Italia dove la “piccola economia” è più vivace che altrove e dove bisogna “sfoltire” ancora parecchio; da quello che sta arrivando, dall’introduzione di cure che tolgono la possibilità di un’approvazione di emergenza ai vaccini, così come la sconfessione dei test pcr da parte del Cdc americano a partire da fine anno, così come i più che fondati dubbi sul fatto che si materializzino davvero i soldi del recovery o come diavolo si chiama, si può benissimo immaginare che la narrazione pandemica si avvia a trasformarsi in una narrazione endemica collegata anche allo pseudo ecologismo padronale e dunque bisogna sbrigarsi a dare un ulteriore colpo all'economia e ad istituire i mezzi per gestire la nuova fase del reset. L’unica maniera di salvarsi è di chiudere tutto e subito, far trovare improvvisamente il vuoto sotto i piedi del governo e dei prefetti e generali, che fanno da scudo a quell'infame coniglio mannaro di Draghi. Solo facendo fallire il pass ci si può riprendere un po’ di futuro, alle volte occorre disertare per vincere.

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