L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 24 luglio 2021

Delinquere non conviene ma questo governo nasconde la testa sotto la sabbia

Forte e motivato “no” di Nicola Gratteri alla Riforma Cartabia: il video integrale dell’audizione in Commissione Giustizia
23 Luglio 2021 12:35


Nicola Gratteri, Procuratore della Repubblica a Catanzaro, è stato audito martedì 20 luglio dalla Commissione Giustizia della Camera nell’ambito dell’esame del “disegno di legge in materia di efficienza del processo penale e disposizioni per la celere definizione dei procedimenti giudiziari pendenti presso le corti d’appello”. L’audizione si è svolta in videoconferenza, ed ha preceduto quella di Federico Cafiero De Raho, Procuratore nazionale antimafia. L’argomento è di quelli centrali e dirimenti per la politica italiana, tant’è che il premier Mario Draghi ha chiesto e ottenuto l’autorizzazione a porre la fiducia sulla cosiddetta Riforma Cartabia, ricordando che è da considerare come punto di partenza il testo di riforma approvato all’unanimità dal Consiglio dei Ministri. Draghi non ha chiuso le porte a possibili “miglioramenti di carattere tecnico”, ma ha lasciato intendere che non si dovrà trattare di stravolgimenti e che la riforma è attesa anche dalla Ue nell’ambito delle azioni strategiche volte ad affrontare l’emergenza economico-sociale post-Covid.
Il Procuratore Gratteri, tra i massimi esperti a livello mondiale nella lotta al crimine organizzato anche in relazione ai tragici legami che lo stesso ha con i poteri deviati, le massomafie e l’economia sporca, com’è sua abitudine si è espresso in modo chiaro, motivando il suo forte “no” alla cosiddetta Riforma Cartabia. Da sempre il coordinatore della Dda distrettuale di Catanzaro esprime un concetto: lo Stato deve fare in modo, Costituzione e Codici alla mano, che delinquere non convenga. Nel corso dell’audizione presso la Commissione Giustizia, Gratteri non ha solo messo in luce quelle che ritiene essere le principali criticità della Riforma Cartabia, ma si è anche soffermato, forte della sua lunga esperienza di magistrato in trincea, su diverse proposte concrete utili per la riduzione dei tempi dei processi penali. TgCal24, considerata la rilevanza strategica del tema discusso, propone il video relativo all’intervento integrale del dottor Gratteri, che consigliamo di ascoltare in modo da potersi fare un’idea precisa sulle fondamentali contestazioni di natura tecnico-giuridica che il Procuratore di Catanzaro sta muovendo. (mts)

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