L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 1 luglio 2021

Diversi paesi membri di Euroimbecilandia, hanno criminalizzato la legge ungherese intesa a VIETARE la promozione dell’omosessualità tra i minori. Diritto internazionale fottiti. C'è una guerra in corso contro il genoma umano, contro ogni etica e contro la natura, che alla fine mirano non meno alla distruzione delle nazioni, anzi dell’uomo come essere intelligente

Avrebbe dovuto dirlo El Papa

Maurizio Blondet 30 Giugno 2021

“Una offensiva è in corso contro i fondamenti di tutte le religioni del mondo – e il codice genetico delle civiltà, con l’obiettivo di abbattere tutti gli ostacoli sulla via del liberalismo”. A scandire questa sentenza inaudita è Sergei Lavrov, il ministro degli esteri di Putin.

In un articolo pubblicato il 28 giugno sulla rivista russa di analisi delle relazioni internazionali Russia in Global Affairs e trasmesso da RT France, il capo della diplomazia russa Sergei Lavrov analizza a lungo l’atteggiamento e le ambizioni dei paesi occidentali in materia di relazioni organizzazioni internazionali, con gli Stati Uniti e l’Unione Europea in testa.

In questa vena, Lavrov deplora la graduale sostituzione del diritto internazionale con “regole” decretate dagli occidentali, che portano a una politica di “due pesi e due misure” che si evolve secondo i loro interessi. Questo processo si manifesta a suo avviso come un attacco non solo al diritto internazionale ma anche alla “natura umana”.

Aggiunge: “Nelle scuole di diversi paesi occidentali si cerca di persuadere i bambini che Gesù Cristo era bisessuale”. A suo parere, i tentativi di politici “sani” di proteggere i bambini dalla “propaganda LGBT aggressiva” vengono accolti con proteste bellicose sotto le ipocrite apparenze di un'”Europa illuminata”.

Evocando su questa scia una “offensiva in corso contro i fondamenti di tutte le religioni del mondo” e persino contro “il codice genetico delle principali civiltà del pianeta”, il ministro russo ritiene che gli Stati Uniti abbiano preso “la testa di un palese ingerenza dello Stato negli affari della Chiesa, cercando apertamente di dividere l’ortodossia mondiale, i cui valori sono percepiti come un potente ostacolo spirituale sul cammino costituito dalla concezione liberale della permissività illimitata”.

E’ la presa di posizione russa di fronte alle recenti posizioni assunte da diversi paesi membri dell’UE, che hanno criminalizzato la legge ungherese intesa a vietare la promozione dell’omosessualità tra i minori. 17 Stati membri, tra cui Francia, Germania, Paesi Bassi, Italia e Belgio, hanno inviato una lettera al presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, al presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e al segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, per deplorare “le minacce ai diritti fondamentali e in particolare al principio di non discriminazione in base all’orientamento sessuale”. Il 23 giugno, il presidente della Commissione ha definito questa legge una “vergogna”.

Contro la neolingua, il conformismo woke, la derisione per il Cristo e l’odio per i credenti esibito nei gay pride, quella di Lavrov è una folgorante scelta di campo. Come nota Strategica 51, “ è paradossale che tutti i leader religiosi e rappresentanti di quasi tutte le fedi rimangono completamente muti, se non sottomessi alla propaganda universale. C’è da credere che siano stati tutti compromessi o comprati o ridotti al silenzio.

Se la guerra alla religione risale all’Illuminismo, Lavrov denuncia qui la fase nuova ed estrema che ha assunto: “ la guerra in corso contro il genoma umano, contro ogni etica e contro la natura, che alla fine mirano non meno alla distruzione delle nazioni, anzi dell’uomo come essere intelligente”.

l’Unione Europea e il Deep State USA in obbedienza ai miliardari del World Economic Forum, sventolano la bandiera arcobaleno e mentre degradano la specie umana cercando di imporre nuove forme di procreazione umana, uccidendo feti di nove mesi per profitto e persino alterare il DNA . È un progetto (il Grand Reset) finalizzato all’asservimento definitivo e irreversibile della specie umana, ridotta a uno stadio di animale subdomestico con un solo scopo: consumare e tacere.

Quando parla di aggressione al codice genetico umano, Lavrov allude alla grande manipolazione del COVID-19 e al grande circo in atto da marzo 2020? Certamente, secondo Strategika . “E’ parte dell’offensiva a tutto campo della guerra ibrida contro l’umanità – o quel che ne resta. Mentre i social media in rete s’incaricano di livellare verso il baso le relazioni umane, o addirittura la loro trasformazione in riflessi pavloviani via manipolazione emotiva e dipendenza psichica, altri strumenti farmacologici vengono impiegati per danneggiare il genoma umano.

E’ la scelta di campo decisiva. La Russia si schiera contro l’Impostura per la Verità, per amore dell’uomo integrale contro il transumano.

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