L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 2 luglio 2021

Dopo un anno e mezzo Euroimbecilandia autorizza le cure per l'influenza covid, chiaramente quasi tutte molto costose trascurando nettamente quelle economiche e funzionali sperimentate sul campo, ne si vuole orientare per avere ulteriori dati su queste cure fatte a domicilio. Fin'ora hanno dimostrato solo la volontà di usare la sperimentazione dei vaccini sulle masse

Ecco le 5 terapie anti Covid selezionate dall’Ue

30 luglio 2021


La Commissione europea ha selezionato cinque terapie anti Covid-19. L’obiettivo è presentarne dieci entro ottobre e ottenere l’autorizzazione di almeno tre

Ieri la Commissione europea ha selezionato cinque terapie per il trattamento dei pazienti affetti da COVID-19, la malattia causata dal nuovo coronavirus, che saranno presto disponibili in tutta l’Unione europea. Si tratta di quattro anticorpi monoclonali sotto esame dell’Agenzia europea per i medicinali (EMA) e di un immunosoppressore già utilizzato per l’artrite reumatoide, la cui autorizzazione potrebbe estendersi per includere anche il trattamento del COVID-19.

COSA HA DETTO LA COMMISSARIA EUROPEA PER LA SALUTE

La commissaria per la Salute Stella Kyriakides ha parlato di un “primo passo verso un ampio portfolio di terapie per il trattamento del COVID-19. Nonostante la vaccinazione stia procedendo a velocità crescente, il virus non scomparirà e i pazienti avranno bisogno di trattamenti sicuri ed efficaci per ridurre il peso del COVID-19”.

Kyriakides ha anticipato che l’Unione europea vuole “identificare altri candidati favoriti in fase di sviluppo e autorizzare almeno tre nuove terapie entro la fine dell’anno. Questa è l’Unione europea della salute in azione”.

DIECI POTENZIALI TERAPIE ANTI-COVID ENTRO OTTOBRE

Entro ottobre la Commissione elaborerà un portfolio di almeno dieci potenziali terapie per il COVID-19, tenendo conto delle diverse necessità dei vari gruppi di pazienti e dei vari gradi di intensità della malattia. L’obiettivo è disporre di almeno tre nuove terapie autorizzate entro ottobre e possibilmente altre due entro la fine del 2021.

QUALI SONO LE CINQUE TERAPIE SELEZIONATE

Le cinque terapie selezionate da Bruxelles vengono definite in una fase di sviluppo avanzata. Una di queste è un medicinale già esistente: si tratta di un immunosoppressore dell’azienda farmaceutica americana Eli Lilly, del quale si sta valutando l’autorizzazione all’uso anche contro il COVID-19.


Gli anticorpi monoclonali di nuovo sviluppo in esame (più correttamente in rolling review, cioè un processo accelerato per la valutazione dei medicinali promettenti durante un’emergenza di salute pubblica) sono invece quattro: uno è sviluppato da Eli Lilly; uno da Regeneron (americana) e da F. Hoffman-La Roche (svizzera); uno da Celltrion (sudcoreana); uno da GlaxoSmithKline (britannica) e da Vir Biotechnology (americana).

Reuters ricorda che l’Agenzia europea per i medicinali ha raccomandato di utilizzare questi quattro anticorpi nei pazienti affetti da una forma ancora lieve, o iniziale, di COVID-19, prima che la loro condizione si aggravi. Tuttavia, non è stata ancora concessa loro un’autorizzazione su tutto il mercato dell’Unione europea.

IL REMDESIVIR DI GILEAD

L’unico farmaco contro il COVID-19 approvato finora in Europa è il Remdesivir, sviluppato dall’americana Gilead. Viene utilizzato per il trattamento di alcune infezioni virali (come Ebola e Marburg), ma l’Organizzazione mondiale della sanità lo ha giudicato inefficace sui pazienti affetti da forme gravi di COVID-19.

AUMENTO DELLA PRODUZIONE E COLLABORAZIONE TRA LE CASE FARMACEUTICHE

Per favorire l’accesso ai medicinali, Bruxelles ha fatto sapere di voler investire nell’aumento della capacità produttiva, favorendo anche la collaborazione tra le case farmaceutiche per risolvere rapidamente eventuali “colli di bottiglia” nelle filiere, che minacciano di rallentare o bloccare gli approvvigionamenti.

La Commissione ha annunciato che il prossimo 12-13 luglio si terrà il primo evento di incontri per l’industria farmaceutica.

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