L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 21 luglio 2021

Dopo un mese non hanno più potuto nascondere l'evidenza. Il popolo peruviano ha vinto

Perù, Pedro Castillo proclamato presidente


Dopo una lunga, quasi infinita, a tratti estenuate attesa, il candidato di sinistra Pedro Castillo, maestro rurale marxista, è stato formalmente dichiarato Presidente eletto del Perù, dalla Corte Elettorale Nazionale del Paese (JNE), dopo un mese di ritardi dovuti alle accuse infondate e mai provate di “brogli” della candidata di estrema destra Keiko Fujimori, figlia del dittatore Alberto.

Alcune ore prima dell'annuncio ufficiale, la JNE aveva dichiarato di aver bocciato le istanze presentate di Fujimori per annullare i risultati del voto del 6 giugno. In risposta, Fujimori ha accettato i risultati, ma ha insistito sul fatto che dichiarare Castillo vincitore è "illegittimo".

“Oggi annuncio che nell'adempimento del mio impegno nei confronti di tutti i peruviani, di Mario Vargas Llosa, della comunità internazionale, riconoscerò i risultati perché è richiesto dalla legge e dalla costituzione che ho giurato di difendere... la difesa della democrazia fa non finisce con la promulgazione illegittima di Pedro Castillo, questa difesa è appena iniziata”, ha detto la candidata sconfitta.

Il conteggio dei voti è terminato settimane fa, ma le autorità hanno ritardato l'annuncio a causa di ostacoli legali posti dalla Fujimori stessa. Tre paesi hanno riconosciuto la vittoria di Castillo una volta contati i voti; Argentina, Bolivia e Nicaragua. 

Il governo del Venezuela ha salutato la vittoria di Castillo con una dichiarazione per celebrare "il successo della storica giornata elettorale svoltasi nella Repubblica del Perù (...) che ha portato all'elezione ineccepibile del professor Pedro Castillo Terrones come nuovo presidente”.

“La massiccia partecipazione del popolo peruviano alle urne è un segno della sua inflessibile volontà democratica in difesa della sovranità popolare”, si legge nella missiva.

Il presidente argentino Alberto Fernández ha ricordato il messaggio pubblicato più di un mese fa per congratularsi con Castillo per la sua elezione a presidente del Perù.

"Voglio rinnovare le mie congratulazioni a Pedro Castillo, che è stato eletto democraticamente e proclamato presidente dei nostri fratelli in Perù", ha commentato l’inquilino della Casa Rosada.

La vicepresidente dell'Argentina, Cristina Fernández de Kirchner, ha pubblicato un messaggio sul suo account Twitter per congratularsi con Castillo "che finalmente oggi è stato proclamato presidente eletto del Perù".

Ai messaggi di congratulazioni si è unito anche l'Esecutivo di Panama, il presidente Laurentino Cortizo ha inviato un saluto al popolo peruviano e ha affermato che con Castillo "continueremo a lavorare su un'agenda di interessi comuni a beneficio di entrambe le nazioni".

Da Cuba, il ministro degli Esteri Bruno Rodríguez ha celebrato il trionfo di Pedro Castillo e si è congratulato con il popolo peruviano per la vittoria elettorale.

Il presidente messicano Andres Manuel López Obrador, si è unito alle congratulazioni a Castillo e le ha estese alle autorità elettorali e al popolo peruviano.

Il presidente dell'Ecuador, Guillermo Lasso, ha augurato a Pedro Castillo di disimpegnarsi con successo nel ruolo di capo dello Stato peruviano, e ha affermato che aspira a rafforzare le relazioni tra i due paesi.

Il vicepresidente boliviano David Choquehuanca ha sottolineato: “Siamo popoli fratelli e abbiamo la grande missione di lavorare insieme per la nostra Patria Grande”. 

Il ministro degli Esteri messicano Marcelo Ebrard ha augurato al nuovo presidente peruviano "il più grande successo. Il Messico lo saluta con tutto l'apprezzamento e la fratellanza".

L'ex presidente boliviano Evo Morales si è espresso attraverso il suo account sul social network Twitter indicando che "finalmente, la JNE ha proclamato il nostro fratello Pedro Castillo presidente del Perù".

"E' il trionfo della dignità e dell'unità del popolo umile sul neoliberismo", ha affermato l'ex capo di Stato.

 

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