L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 2 luglio 2021

Fra forse cinque anni l'euro digitale non può ne deve mandare via i contanti, MA Euroimbecilandia potrebbe anche implodere

Quando arriverà l’euro digitale? Le ultime dalla BCE

30 Giugno 2021 - 13:58

Fabio Panetta, membro del board della BCE, è tornato sul capitolo euro digitale: ecco cosa ha rivelato in occasione della digital week organizzata da Milano Finanza.


Mentre la Cina mette il turbo allo yuan digitale, affossando però Bitcoin&Co. con la stretta sui miners e sui servizi in criptovaluta, anche la BCE continua a lavorare su una Central bank digital currency (Cbdc), l’euro digitale.

A rivelare nuovi dettagli sul progetto, in occasione della digital week organizzata da Milano Finanza, è stato oggi il membro del board di Francoforte Fabio Panetta, intervenuto nel panel “Criptomonete, al di là della sovranità e della sostenibilità monetaria”.

Quando arriverà l’euro digitale? Le ultime dalla BCE

Panetta, nel suo intervento introduttivo, ha sottolineato come l’euro digitale “sarebbe una passività della banca centrale, utilizzabile nei pagamenti esattamente come le banconote, né più né meno”, e che essendo emesso dalla BCE “sarà privo di rischi”. Un appuntamento cruciale è stato fissato per metà luglio, quando “il Consiglio direttivo della BCE deciderà se lanciare un progetto vero e proprio sull’euro digitale. Se la decisione sarà positiva, avvieremo una fase di indagine che dovrebbe durare circa due anni. Se andrà bene avvieremo un’ulteriore fase che durerà altri tre anni”.

Insomma, conti alla mano, la Cbdc europea non vedrà la luce prima dei prossimi cinque anni. Ma, una volta implementata, i vantaggi per cittadini, imprese e istituzioni non saranno trascurabili. “L’euro digitale amplierà le opzioni di pagamento disponibili”, ha proseguito Panetta, “aumentando la concorrenza, generando benefici che si tradurranno in minori costi di transazione per gli esercenti e in prezzi più bassi per i consumatori”.

La spinta dai pagamenti elettronici e dal commercio online

Più in generale, ogni Paese o entità sovranazionale ha i suoi buoni motivi per mettere a punto una Cbdc. Se per la Cina lo yuan digitale rappresenta soprattutto uno strumento per frenare l’avanzata del Bitcoin, per aumentare il controllo sui flussi di denaro in uscita e per rompere il dominio del dollaro USA a livello internazionale, la BCE intende invece rispondere a due tendenze che stanno minacciando il mezzo di pagamento della banca, ovvero il contante: l’utilizzo di pagamenti elettronici e il commercio online.

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