L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 8 luglio 2021

I tamponi sono farlocchi ma continuano ad essere usati per inutili annunci di contagiati anche se sono individui sani che mi si ammaleranno. I vaccinati sperimentalmente avranno i tamponi farlocchi negativi e un test per verificare il grado di protezione che da la proteina spike induce NON si deve fare perchè potrebbe rivelare l'inutilità dei vaccini sperimentali e sgonfiare la narrazione in cui ci hanno immerso

Fda, “vietata” verifica sull’efficacia dei vaccini



Probabilmente a molti di noi sarà capitato di soggiacere impotente alle sevizie di qualche venditore che ad ogni vostro tentativo di controbattere cambia versione per cui assolutamente dovere comprare ciò che vende. Anche se essa è una pandemia e una serie non ben stabilita di iniezioni con vaccini assolutamente sperimentali: qui infatti non ci troviamo di fronte a qualcosa di scientifico, ma a una gigantesca vendita illegale. E quasi ogni giorno capita di vedere questi piazzisti correggere tutto quanto detto precedentemente per aggiustare la narrazione alla realtà. Alle volte il salto è davvero metafisico come è capitato alla Food and Drug Administration degli Usa che dopo un numero incalcolabile di test anticorpali per determinare il loro stato di salute o malattia ( e cifre astronomiche spese per questo) è costretta a venire in aiuto agli amici di Big Pharma che determinano poi il suo bilancio e tentare di salvare la faccia ai vaccini: adesso dice che ” i risultati dei test sugli anticorpi SARS-CoV-2 non devono essere utilizzati per valutare l’immunità o la protezione da COVID-19 in qualsiasi momento, e soprattutto dopo che la persona ha ricevuto un COVID-19 -19 vaccinazione.”

In realtà già l’Oms aveva messo in forse il valore diagnostico dei test, ma questo aveva avuto assai scarsa efficacia sul piano pratico, aveva solo sgravato l’organizzazione mondiale della sanità dalle sue responsabilità, e si è cominciato a badarci se non quando si è dovuto giustificare il fatto che i vaccinati non suscitavano la risposta anticorpale sperata. E allora il salto della quaglia con una dichiarazione lasciata volutamente un po’ tecnica perché il suo significato non fosse immediatamente chiaro: “I vaccini autorizzati per la prevenzione del COVID-19 inducono anticorpi verso specifici bersagli proteici virali; dopo la vaccinazione i risultati del test anticorpali saranno negativi in individui senza una storia di infezione naturale precedente”. In parole povere questa vergognosa elissi dice più o meno: il vaccino crea anticorpi specifici contro la proteina spike, non contro il virus. Se si fa il test anticorpale standard dopo la vaccinazione, questo sarà inutile, perché il test non ha lo scopo di rilevare gli anticorpi contro la proteina spike. Rileva solo gli anticorpi contro il virus

E va bene, cioè no, visto che i vaccini stimolano le cellule a produrre la proteina spike che di per sé e tossica che è un enorme problema i cui tragici effetti si vedranno nel tempo, ma insomma volendo sarebbe un gioco da ragazzi mettere a punto un test che rilevasse gli anticorpi contro tale proteina. Perché allora non lo si produce e ci si limita a dire che il test anticorpale è inutile per i vaccinati? Semplice: se la FDA sviluppasse un test del genere, allora sarebbe facile vedere quanto bene funzioni o meno il vaccino e questo è un rischio che nessuno vuole correre, men che meno le autorità sanitarie che sono complici della campagna di paura e poi di quella vaccinale. Se dovesse saltar fuori che in un grande numero di casi la puntura è inutile salterebbe tutto il castello di carte costruito su un rapporto rischio – beneficio del tutto narrativo e privo di qualunque certezza o concretezza. Certo ci sarebbe anche da domandarsi se gli anticorpi specifici contro la proteina spike siano da soli sufficienti per neutralizzare, disabilitare, distruggere il virus reale. Ma questa domanda è troppo sofisticata per il livello cognitivo di chi si fa vaccinare e per quello morale di chi li produce.

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