L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 23 luglio 2021

I vaccinati sperimentalmente sono diventati untori. Più è estesa la vaccinazione sperimentale e più aumentano i contagiati cercati con scrupolosità attraverso i tamponi farlocchi

Europa: 19.000 “non correlazioni”



Lentamente senza che se avesse contezza in mezzo al chiacchiericcio ottuso dei media i numeri del vaccino, ovvero quelli dei decessi e delle razioni avverse dopo la puntura ha raggiunto numeri spaventosi, mai visti prima per nessun vaccino e nemmeno per nessun farmaco: al 17 luglio siamo 18.928 morti dopo la prima o la seconda puntura e 1.823.219 reazioni avverse di cui il 50 per cento gravi nella sola Ue a 27. Come vedete io riporto una sintesi che compare nei maggiori media mainstream, ma se volete togliervi lo sfizio di controllare andate a questo indirizzo di Eudravigilance , seguite le istruzioni di ricerca sul covid 19 (che sono divise per ognuno dei quattro vaccini distribuiti nella Ue) e vedrete che si tratta proprio della realtà, anche se la fatica di cavare fuori delle cifre finali è davvero improba ( a parte la lentezza esasperante del sistema e il fatto che spesso e volentieri vada in tilt) . Anzi questi numeri spaventosi non sono proprio la realtà perché le segnalazioni costituiscono solo una piccola parte degli eventi reali e molti medici infedeli che dovrebbero essere scacciati dall’ordine tentano di sfuggire alla segnalazione (vedi Lettera da una reazione avversa). Naturalmente questa strage avviene senza alcuna correlazione come si afferma in via ufficiale, dicendo tra l’altro una bestialità di cui naturalmente né luminari ignoranti, né tanto media ancora più caprini si accorgono: la correlazione c’è ovviamente vaccino – reazione avversa o morte, è semmai la relazione causale tra le due cose che va indagata. Ma tanto a forza di mettere la scienza sotto i piedi non si può pretendere nemmeno la correttezza formale di linguaggio.

Ma pazienza, in fondo ci siano risvegliati in un mondo che scopriamo non essere all’altezza delle tecniche che sono state sviluppate, mentre ogni rimasuglio di etica viene triturato nelle pale della propaganda. E questo viene dimostrato dal fatto che il tragico tributo di vita e di salute per vaccinare tutti contro un’influenza non viene nemmeno ripagato dal momento che i Paesi con il più alto numero di vaccinazioni spesso sono anche quelli con il maggior numero di positivi, per quanto questa espressione sia ormai il massimo dell’ambiguità: se i vaccini fossero effettivamente efficaci oltre il 90% nel prevenire l’infezione, come è stato detto dalle case farmaceutiche produttrici prima dell’approvazione d’emergenza, aggiungendo una nuova clamorosa menzogna alle centinaia dette negli ultimi decenni, non dovrebbe essere possibile per il Regno Unito avere un’incidenza di 474 con un alto tasso di vaccinazione completa del 68% e la stessa cosa vale per Malta con un tasso anche dell’81% con un’incidenza di 312 o per , Israele con un tasso di vaccinazione del 66% con un’incidenza di 76. Per fare un confronto: la Germania ha un tasso di vaccinazione del 47% e un’incidenza di 11.

Non c’è da meravigliarsi che politici, burocrazie sanitarie e media cerchino di sfuggire all’analisi della forte incidenza nei Paesi con elevati tassi di vaccinazione che potrebbe essere spiegato attraverso il fenomeno Ade o quello della linfocitopenia temporanea che diminuisce l’efficienza del sistema immunitario, ipotesi avanzata da Luigi Warren inventore della tecnica mRna: tutto questo mette in discussione non soltanto i vaccini, ma la strategia politico sociale collegata alla pandemia. Se questi preparati a mRna non proteggono dalle infezioni e dalla trasmissione del virus, anzi a volte anche rendono più suscettibili le persone agli attacchi virali, allora saltano tutti i presupposti per la vaccinazione universale e per tutti i passaporti vaccinali che un’oligarchia fosse si inventa:
viene meno ogni giustificazione oggettiva perché le persone vaccinate debbano essere esentate dall’obbligo di test, quarantena e simili.
diventa quanto meno discutibile la vaccinazione di persone non a rischio
è completamente assurda la vaccinazione di persone che hanno già avuto il covid e che hanno già sviluppato un’immunità immensamente più forte e duratura di quella in realtà non garantita dai vaccini.
i passaporti vaccinali come documenti di accesso alla vita sociale appaiono ancora meno giustificati di quanto non lo siano già dal punto di vista legale e costituzionale. Anzi sono di fatto un abuso che qualcuno dovrà pagare prima o poi, anche quegli immondi servi che pur riconoscendo questi fatti cianciano di essere fedeli a una inesistente “comunità scientifica” espressione priva di senso che nasce da voragini di ignoranza cementata da malafede che è il risultato antropologico del neoliberismo.

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