L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 6 luglio 2021

Il Cile ci riprova se non intervengono gli assassini mandati dagli Stati Uniti

La Mapuche Elisa Loncón eletta presidentessa della Convenzione Costituzionale cilena

05.07.2021 - Claudia Aranda

Quest'articolo è disponibile anche in: Inglese, Spagnolo, Portoghese


L’insegnante Mapuche, insieme all’autorità spirituale ancestrale Machi Francisca Linconao è salita sul podio come presidentessa della Convenzione Costituzionale che redigerà una nuova Costituzione per il Cile, la prima veramente democratica e largamente partecipativa di tutta la storia repubblicana del paese. E là, davanti a tutti, compresi i membri dell’élite politica che hanno sempre trattato i popoli originari come criminali, paria ed esseri umani di seconda o terza classe, si è rivolta non solo alla Convenzione Costituzionale, ma anche al popolo cileno, si è rivolta non solo ai membri della Convenzione, ma a tutto il paese e oltre. Le sue parole piene di emozione hanno fatto crollare ognuno dei paradigmi di questo sistema neocolonialista e neoliberista, egoista e disumano, per stabilire un quadro assolutamente diverso che parla di uguaglianza, rispetto, sostenibilità, libertà, riconoscimento, giustizia e verità, tra molti altri principi sui quali la speranza collettiva sogna di costruire un nuovo Cile.

Ma non è solo un sogno che finisce alle nostre frontiere, perché, come ha detto Elisa Loncón, i Mapuche sono un popolo indigeno solidale e hanno espresso la loro solidarietà con i popoli nativi del Canada di fronte all’orrore di questa verità di colonialismo e di morte che ha sconvolto il mondo, mentre i corpi dei bambini indigeni assassinati e abusati in quel paese si contano a migliaia e mentre le chiese bruciano.

Elisa Loncón Antileo, 58 anni, è stata eletta in maggio a uno dei sette seggi Mapuche con 11.714 voti nel distretto indigeno delle regioni di Coquimbo, Valparaíso, Metropolitana, O’Higgins e Maule. È una forte sostenitrice della restituzione delle terre ai Mapuche e ha dichiarato che “la violenza dello Stato contro i Mapuche è profonda”. È un’accademica della Facoltà di Lettere del Dipartimento di Educazione dell’Università di Santiago e una docente esterna della Facoltà di Lettere dell’Università Cattolica del Cile. Si è laureata come insegnante di inglese all’Universidad de La Frontera, con corsi post-laurea all’Istituto di Studi Sociali dell’Aia (Olanda) e all’Università di Regina (Canada). Ha conseguito un master in linguistica presso l’Universidad Autónoma Metropolitana, Iztapalapa UAM-I (Messico), un dottorato in scienze umane presso l’Università di Leiden (Paesi Bassi) e un dottorato in letteratura presso la Pontificia Università Cattolica del Cile.

In un evento carico di simbolismo e trascendenza, Elisa Loncón, presidente della Convenzione costituzionale del Cile, ha iniziato il suo primo discorso al paese e davanti ai suoi colleghi della Convenzione in mapuzungún, la sua lingua madre:

Feley mari mari mari pu lamngen, mari mari kom pu che….

Un grande saluto al popolo cileno, dal nord alla Patagonia, da lafkén al mare, alle montagne, alle isole, a tutto il popolo cileno che ci sta ascoltando. Eccoci qui, lamngen, eccoci qui. Grazie per l’appoggio delle diverse coalizioni che hanno dato la loro fiducia e riposto i loro sogni nell’appello della Nazione Mapuche a votare una persona Mapuche, una donna, per cambiare la storia di questo paese. Noi lamngen siamo felici per la forza che questo ci dà. Questa forza è per tutto il popolo del Cile, per tutti i settori, per tutte le regioni, per tutti i popoli e le nazioni native che ci accompagnano.

Per tutti i lamngen e le organizzazioni, questo saluto e questo ringraziamento è anche per la diversità sessuale. Questo saluto è per le donne che hanno marciato contro tutti i sistemi di dominazione, per ringraziarle e dire loro che questa volta stiamo installando qui un modo di essere plurale, un modo di essere democratico, un modo di essere partecipativo. Ecco perché questa Convenzione che mi tocca presiedere oggi trasformerà il Cile in un Cile plurinazionale, in un Cile interculturale, in un Cile che non viola i diritti delle donne, i diritti delle badanti, in un Cile che si prende cura della Madre Terra, in un Cile che pulisce le acque, contro ogni dominazione, lamngen.

Quindi, fratelli e sorelle, tutti voi che state ascoltando, un saluto speciale ai Mapuche lamngen di Wallmapu. Questo è un sogno dei nostri antenati, questo sogno si sta realizzando. È possibile, fratelli e sorelle, compagni, rifondare questo Cile, stabilire una nuova relazione tra il popolo Mapuche, le nazioni native e tutte le nazioni che compongono questo paese. In questo contesto, pu lamngen, questo è il primo segno che questa Convenzione sarà partecipativa, che in questa Convenzione eletta, noi come popoli nativi abbiamo stabilito che la direzione sarà a rotazione e darà spazio a tutti i settori rappresentati qui. Tutti noi, insieme, lamngen, rifonderemo questo Cile.

Dobbiamo ampliare la democrazia, dobbiamo ampliare la partecipazione, dobbiamo convocare ogni angolo del Cile per vedere questo processo, che sia un processo trasparente, che ci possano vedere in ogni angolo del nostro popolo e nelle nostre lingue native che sono state trascurate in tutto lo Stato nazionale cileno.

Per i diritti delle nostre nazioni native, per i diritti delle regioni, per i diritti della Madre Terra, per i diritti all’acqua, per i diritti delle donne, per i diritti dei bambini. Voglio anche esprimere la mia solidarietà agli altri popoli che stanno soffrendo. Abbiamo sentito in televisione quello che è successo ai bambini indigeni del Canada. È vergognoso il modo in cui il colonialismo ha attaccato e aggredito il futuro delle nazioni originarie. Siamo un popolo solidale, per questo, sorella e fratello, ce l’abbiamo messa tutta.

Vorrei ringraziare qui per il suo appoggio l’autorità nativa del popolo Mapuche, Machi Francisca Linconao. Insieme a questa gratitudine, ho anche una madre, una madre che mi guarda nella mia comunità di Lefeluan. Una madre grazie alla quale questa figlia oggi è qui. Grazie anche a tutte le madri che lottano per il futuro dei loro figli, pu lamngen. Infine, mando un saluto ai bambini che ci stanno ascoltando.

Che venga fondato un nuovo Cile, plurale, multilingue, con tutte le culture, con tutti i popoli, con le donne, con i territori. Questo è il nostro sogno per scrivere una nuova Costituzione.

Mañun pu lamngen, MARRICHIWEW, MARRICHIWEW, MARRICHIWEW!

Lamngen: fratello/ sorella
Mari mari: è un saluto
MARRICHIWEW: cento volte vinceremo!

Traduzione dallo spagnolo di Anna Polo


Fotografia: twitter.com/ElisaLoncon

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