L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 2 luglio 2021

Jens Weidmann spinge spinge la riproposizione del Progetto Criminale dell'Euro cancellando d’emblée un anno e mezzo, una posizione di retroguardia che potrebbe vincere sull'evoluzione, comunque negativa, di Euroimbecilandia difesa e portata avanti dallo stregone maledetto che ha un mandato internazionale per mettere alle strette la Germania

Bce non dovrebbe tollerare superamento target inflazione - Weidmann

Mercato azionario (01.07.2021 19:00)

© Reuters. Jens Weidmann, presidente di Bundesbank e componente del board della banca centrale europea. REUTERS/Kai Pfaffenbach

FRANCOFORTE (Reuters) - La Banca centrale europea non dovrebbe iniziare a tollerare un aumento dell'inflazione nell'ambito del nuovo quadro di politica monetaria, poiché potrebbe lasciar pensare di voler finanziare i governi indebitati.

È quanto affermato da Jens Weidmann, componente tedesco del board Bce.

I banchieri centrali sono coinvolti in un dibattito sulla nuova strategia e molti di loro stanno ora sostenendo la possibilità di consentire che l'inflazione superi il 2% per un po' dopo essere rimasta al di sotto di quel livello in gran parte dell'ultimo decennio.

Ma Weidmann, che è a capo della Bundesbank tedesca e sostiene da molto tempo che il massiccio programma di acquisto di titoli di stato da parte della Bce rischia di rendere sempre meno chiaro il confine tra politica monetaria e politica fiscale, è contrario a tale approccio.

"La decisione di non intervenire quando il tasso di inflazione eccede l'obiettivo (della Bce) nel medio termine potrebbe essere mal interpretata ...come un tentativo della politica monetaria di anteporre la sostenibilità delle finanze pubbliche all'obiettivo di sostenibilità dei prezzi", ha detto Weidmann durante un intervento.

"In questo modo potrebbe risultare più difficile rimanere ancorati alle attese di inflazione".

Il banchiere centrale ha inoltre ribadito la sua ostilità per un obiettivo di inflazione media, osservato dalla Federal Reserve Usa, affermando che risulterebbe difficile da comunicare e doloroso da implementare.

Secondo Weidmann la Bce dovrebbe invece stabilire il target di inflazione al 2% e valutarlo in maniera simmetrica, ovvero prendere seriamente allo stesso modo sia un risultato superiore che uno inferiore al 2%.

(Tradotto in redazione a Danzica da Michela Piersimoni, in redazione a Roma Francesca Piscioneri, michela.piersimoni@thomsonreuters.com, +48 587696616)

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