L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 21 luglio 2021

La Cina vicino a Cuba e altrettanto farà la Russia. La provocazione dell'isola di fronte agli Stati Uniti non terminerà neanche con le rivoluzioni colorate e le decine di anni e anni (60 anni) di embarghi per strozzare economicamente questa società

La Cina a fianco di Cuba. Il portavoce Zhao Lijian denuncia le manovre USA
-19/07/2021


Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, ha nuovamente invitato gli Stati Uniti a porre immediatamente fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto a Cuba.

“Chiediamo agli Stati Uniti di revocare immediatamente e completamente il blocco contro Cuba”, ha detto il diplomatico in una conferenza stampa.

Secondo Zhao, la Cina auspica che Washington migliori le relazioni con l’Avana, in accordo con gli obiettivi e i principi della Carta delle Nazioni Unite e le norme fondamentali delle relazioni internazionali. Secondo il portavoce, le perdite finanziarie di Cuba, dopo 60 anni di misure coercitive unilaterali statunitensi, hanno raggiunto i 144 miliardi di dollari.

“La Cina ha sempre sostenuto l’instaurarsi di un ordine mondiale basato sul diritto internazionale, sostenendo la giustizia e l’equità nelle relazioni internazionali e si è opposta a sanzioni unilaterali che includono misure militari, politiche, economiche o di altro tipo”, ha affermato il portavoce sottolineando che il gigante asiatico sostiene “gli sforzi di Cuba nell’affrontare la pandemia di Covid-19, nonché nel migliorare le condizioni di vita e nel mantenere la stabilità delle relazioni amichevoli tra la nazione asiatica e l’isola caraibica”.

“La Cina – ha insistito – crede che vada rispettato il diritto di ogni Paese di scegliere autonomamente il proprio sistema sociale e il proprio percorso di sviluppo”.

Inoltre il rappresentante diplomatico cinese, ha anche respinto l’interferenza di forze straniere nei suoi affari interni. A questo proposito, ha evidenziato la risposta del presidente cubano, Miguel Díaz-Canel, agli attacchi dell’11 luglio e ha sottolineato che sia la Cina che varie nazioni e movimenti del mondo hanno ripudiato gli atti sovversivi e destabilizzanti dell’ordine interno del Paese.

Il 23 giugno l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ha ricordato il portavoce, ha approvato la risoluzione che chiede la fine del blocco di Cuba imposto dagli Stati Uniti, dove 184 paesi del mondo hanno votato a favore della fine dell’assedio unilaterale, mentre solo gli Stati Uniti e Israele hanno votato contro e altri tre paesi si sono astenuti. Dopo 29 anni in cui il mondo ha condannato la politica di Washington contro la più grande delle Antille, l’accerchiamento ostile non si è fermato.

D’altra parte, ha concluso Zhao Lijian, “la situazione è peggiorata durante il mandato di Donald Trump, che soprattutto ha tagliato l’afflusso di valuta estera nel bel mezzo della crisi sanitaria derivata dalla pandemia”.

TS

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