L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 6 luglio 2021

L'inflazione transitoria sul cibo e sul petrolio trovano terreno fertile in Turchia che aumenta l'elettricità del 15% e il gas del 20%. La realtà frena le ambizioni dell'Impero Ottomano

Turchia: inflazione ai massimi di 2 anni. Nuovi guai per Erdogan

5 Luglio 2021 - 15:43

In Turchia la corsa dei prezzi non si ferma e raggiunge nuovi picchi. Così, è molto improbabile che i tassi di interesse subiscano dei tagli come vorrebbe il presidente Erdogan.


In Turchia l’inflazione sembra inarrestabile, con risultati a giugno oltre le previsioni.

La pressione sui prezzi alimentari ed energetici in corso a livello globale e una valuta nazionale fortemente deprezzata hanno ulteriormente spinto l’inflazione del Paese.

Il desiderio di Erdogan di abbassare i tassi di interesse già in estate sembra quindi sfumare. Cosa farà la banca centrale turca nel prossimo incontro del 14 luglio?

Turchia: inflazione al 17,5%, oltre le attese

L’inflazione turca ha accelerato più velocemente di tutte le stime il mese scorso, riducendo la probabilità di un taglio dei tassi di interesse estivo richiesto da Erdogan.

I prezzi al consumo sono aumentati al 17,5% annuo a giugno, rispetto al 16,6% del mese precedente sulla scia incrementi su vasta scala guidati dal cibo, secondo i dati diffusi lunedì.

La media di 18 previsioni in un sondaggio Bloomberg era del 16,8%. Tutti tranne quattro gli economisti hanno previsto un’accelerazione della crescita dei prezzi, che a maggio aveva registrato già sette mesi di aumenti.

Nel dettaglio, l’indice dei prezzi alla produzione è incrementato del 4,01% mese su mese a giugno per un’impennata del 42,89% annuale. Ciò riflette il calo della valuta di circa il 17% da metà marzo, che ha spinti i prezzi complessivi per la Turchia, dipendente dalle importazioni.

L’inflazione alimentare, che rappresenta circa un quarto del paniere dei consumatori, è aumentata del 20%, rispetto al 17% del mese precedente.
Erdogan rinuncerà al taglio dei tassi?

L’inflazione in corsa oltre le attese di giugno ostacola ulteriormente gli obiettivi economici di Erdogan.

La continua debolezza della lira e l’aumento dei prezzi globali delle materie prime significano che è troppo presto per iniziare un nuovo ciclo di allentamento monetario, anche se il presidente ha segnalato un possibile taglio dei tassi a luglio o agosto.

Non solo, la crescita dei prezzi potrebbe accelerare ulteriormente al di sopra del 18% a luglio, secondo gli economisti di Deutsche Bank AG, tra cui Fatih Akcelik.

Un balzo dei prezzi dei servizi pubblici annunciato la scorsa settimana probabilmente creerà una pressione al rialzo sull’inflazione complessiva a luglio.

La Turchia ha aumentato anche il costo dell’elettricità del 15% e i prezzi del gas naturale fino al 20% dal 1° luglio.

L’inflazione annuale al dettaglio a Istanbul è salita al 16,12% annuo a giugno dal 15,78% del mese precedente. La banca centrale turca terrà la sua prossima riunione sulla fissazione dei tassi il 14 luglio.

A questo punto non sembra realizzabile il desiderio di Erdogan di tagliare ancora i tassi di interesse.

La questione non è di poco conto, visto che il presidente turco si è intromesso in modo drastico più volte, licenziando gli ultimi due governatori della banca centrale. Di conseguenza, ha indebolito la fiducia degli investitori nel Paese e accentuato frustrazioni economiche della popolazione.

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