L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 17 luglio 2021

Lo stregone maledetto c'è riuscito ha privatizzato la sanità pubblica. Sancito anche nella pubblica amministrazione il precariato a vita. Il voto inutile ai partiti attuali succubi della finanza internazionale

Addio a concorsi e contratti stabili. La sanità polverizzata da Brunetta

di Redazione Contropiano
11 luglio 2021

La notizia è stata scoperta da un sito specializzato (AssoCareNews), perché ormai l’informazione ufficiale (quella che pretende di essere l’unica “attendibile e certificata”) preferisce lasciare nell’ombra la tempesta sociale preparata dal governo Draghi.

In sintesi:

Il Ministro Brunetta ha presentato nei giorni scorsi davanti al Senato il DL 80/2021, con cui si appresta a fare una “piccola grande rivoluzione” nel mondo del lavoro pubblico.

Per quanto riguarda per il reclutamento di professionisti iscritti ad albi (come Infermieri, Medici e Professioni Sanitarie), le pubbliche amministrazioni potranno ricorrere più facilmente a tipologie di contratto quali:
Contratto di lavoro subordinato a tempo determinato;
Conferimento di incarichi di collaborazione con contratto di lavoro autonomo.

Si ufficializza dunque il precariato in un settore strategico devastato per 30 anni con i tagli di spesa e i regali alla sanità privata.

E ogni operatore sanitario si chiederà a questo punto come si fa a gestire un ospedale o un pronto soccorso con gente che oggi c’è, domani chissà…

Per essere assunti i professionisti dovranno iscriversi in un apposito elenco digitale sul Portale del reclutamento del Dipartimento della funzione pubblica.

Il rinnovo dei contratti è legato mani e piedi al raggiungimento degli obiettivi valutato annualmente. In caso di mancato raggiungimento vi è l’impossibilità di rinnovo per legge. Dunque, interi ospedali e singoli reparti potranno restare all’improvviso svuotati di personale e dunque impossibilitati ad operare.

Non male come insegnamento della pandemia, no? O forse, semplicemente, Brunetta non ci capisce niente e si affida agli “spiriti animali” degli imprenditori della sanità privata, che lo riempiono di “buoni consigli”…

La durata massima dei contratti sarà comunque di 3 anni + 2 rinnovabili.

Per quanto riguarda gli incarichi di collaborazione, il conferimento avverrà con procedure “più accurate e maggiormente comparative di quelle previste fino a ora”.

Si va quindi verso un addio ai concorsi. Secondo quanto si legge, la selezione avverrà prima di tutto scremando fra i curricula e con modalità di comparazione dei profili avvalendosi anche di test digitali, forse anche a distanza. Un bell’algoritmo e via, fatta la selezione, il paziente si faccia il rito scaramantico che preferisce, alla faccia del giuramento di Ippocrate e del dettato costituzionale.

Se qualcuno pensava che il governo Draghi avrebbe investito di più nella sanità, visto il disastro certificato dalla pandemia, è bene che se ne faccia una ragione: il Recovery Plan approvato dall’Unione Europea non prevede spese sociali considerate “inutili”.

Dovete morire prima, questa la parola d’ordine lanciata – non da ora – da Bruxelles e Francoforte.

Nessun commento:

Posta un commento