L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 9 luglio 2021

Monte dei Paschi di Siena - Non deve uscire fuori la verità sull'omicidio di David Rossi. E potrebbe anche non esserci correlazione tra i festini e la volontà di insabbiare Ma sicuramente questa volontà c'è stata eccome, legasi prove cancellate velocemente

Morte David Rossi, Pm di Genova in commissione d’inchiesta: «Nulla riconduce a festini hard»

- 8 Luglio 2021


ROMA – «Nessuno elemento che riconduce a festini hard in relazione alla morte di David Rossi». Lo ha detto il Procuratore aggiunto di Genova, Vittorio Ranieri Miniati, sentito davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte del responsabile comunicazione del Monte Paschi di Siena nel 2013.

Dubbi sull’eventuale partecipazione di magistrati

«Il 21 maggio del 2020 abbiamo chiesto l’archiviazione dell’indagine avviata nel 2017 per abuso d’ufficio. Il procedimento – ha aggiunto Miniati – era stato aperto dopo l’invio, da parte dei pm di Siena, degli atti alla luce di alcune testimonianze tra cui quella dell’ex sindaco di Siena Pier Luigi Piccini, andate in onda anche nel corso di una trasmissione tv, in cui si affermava che nella zona del senese avvenivano delle feste a base di sesso e droga a cui partecipavano alte personalità tra cui anche magistrati e che per questo sarebbero stati condizionati nell’indagine per la morte dell’allora capo della comunicazione della banca Monte dei Paschi di Siena. Tutte le persone sentite hanno riferito ‘de relato’, nessuno ha fornito una testimonianza diretta di queste feste. Anche Piccini quando è stato ascoltato da noi è stato molto più cauto rispetto a quanto riferito nel corso della trasmissione ‘Le Iene’ . Anche da Matteo Bonaccorsi, che aveva riferito in tv di avere conoscenza diretta delle feste, non sono arrivati riscontri. Alla luce degli accertamenti svolti – ha spiegato il magistrato – emergono dubbi sull’eventuale partecipazione di magistrati, ma se anche ciò fosse avvenuto non sono emerse minacce o pressioni, a nostro avviso, che abbiano indotto i pm di Siena ad ‘abbuiare’ le indagini sul caso di Rossi».


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