L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 19 luglio 2021

Nulla ferma la creazione dell'Impero ottomano

Tensione alle stelle a Cipro, tra progetti di Erdogan e contromosse americane

Di Francesco De Palo | 18/07/2021 -
Esteri



Un’imbarcazione della guardia costiera turca ha aperto il fuoco su una nave della Guardia costiera della Repubblica di Cipro. Intanto Biden ha nominato come nuovo ambasciatore in Turchia Jeff Flake, un ex senatore repubblicano anti-Trump

Si apre una settimana complessa per le partite aperte nel Mediterraneo orientale. Non solo l’anniversario del fallito golpe in Turchia, ma soprattutto i nuovi piani turchi nella parte di Cipro occupata riportano l’attenzione sull’isola divisa. Da un lato, commemorando il quinto anniversario del fallito golpe in Turchia Erdogan ha accusato entità “straniere e nazionali” di avere “obiettivi oscuri per il paese e la nazione”, chiedendo un giusto trattamento delle organizzazioni terroristiche. Dall’altro aumenta la tensione nelle acque cipriote, con colpi di avvertimento sparati dai turco-ciprioti contro i greco-ciprioti. Nel mezzo le nuove strategie Usa in quel fazzoletto di Mare Nostrum dove gas, geopolitica ed equilibri mediorientali si mescolano.

QUI CIPRO

Episodio caldo a Cipro, il secondo in un mese. Un’imbarcazione della guardia costiera turca ha aperto il fuoco su un’imbarcazione della Guardia costiera della Repubblica di Cipro che effettuava un regolare pattugliamento per contrastare l’immigrazione clandestina. A circa 4 miglia nautiche dalla costa, la guardia costiera turca ha sparato 4 colpi di avvertimento contro la barca cipriota.

Unione europea e Nazioni Unite sono state informate della nuova azione provocatoria della Turchia, ha affermato il presidente della Repubblica di Cipro, Nikos Anastasiadis, “questo è di nuovo un incidente provocatorio, speriamo che la situazione non peggiori”. Tre settimane fa un pescatore greco-cipriota era stato minacciato nelle acque internazionali.

QUI TURCHIA

L’autoproclamata Repubblica turca di Cipro del Nord (TRNC), non riconosciuta dalla comunità internazionale, ha respinto le notizie dell’attacco, osservando in una nota ufficiale che le navi sotto il suo comando venerdì hanno rilevato un’imbarcazione sospetta che stava per entrare nelle acque territoriali del paese.

Erdogan aveva promesso un colpo e lo ha sparato in occasione dell’anniversario dell’invasione di Cipro. In sostanza il governo turco sta cercando di creare uno scenario di tensione in vista della visita che Erdogan effettuerà nei territori occupati di Cipro nord il prossimo lunedì. In quella occasione sembra che Erdogan non si limiterà agli annunci per l’area recintata di Famagosta, ma procederà anche con l’inaugurazione di progetti per la promozione della soluzione dei due Stati. Punto di partenza la base dei droni di Lefkonikos, che la Turchia utilizza come area di controllo dell’area: in seguito dovrebbe essere annunciata la declassificazione dell’area recintata da militare a urbanistica, aprendo di fatto all’insediamento abusivo a Varosha.

IL CASO VAROSHA

Sul punto si registra l’azione da parte di 114 organizzazioni greco-cipriote e turco-cipriote che hanno presentato le proprie contrarietà al piano turco: sostengono che le azioni intraprese a Varosha non aiutano la soluzione e contraddicono le risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’ONU: “Il perdurare della divisione del nostro Paese, le difficoltà economiche, la tensione in corso nella regione del Mediterraneo, la corsa agli armamenti, il rischio di guerra, i problemi legati alle migrazioni e le sofferenze sono le tristi realtà causate dal perdurare del problema di Cipro. Sfruttare la questione Varosha per fini politici ed elettorali, e trasformare la condivisione delle riserve di idrocarburi in un motivo di tensione e di guerra non porterà alcun beneficio a nessuno. Le politiche di tensione si traducono in un aumento della corsa agli armamenti nel nostro Paese trasformando la nostra isola in un campo militare”.

QUI USA

Intanto il presidente Joe Biden ha nominato come nuovo ambasciatore in Turchia Jeff Flake, un ex senatore repubblicano anti-Trump. E’stato uno dei repubblicani che si sono spesi per Biden durante la campagna presidenziale del 2020, insieme a persone come Cindy McCain, la vedova del defunto senatore John McCain, che ha servito al fianco di Flake dall’Arizona fino alla sua morte nel 2018. “Sarò lieto di unirmi a un team forte, esperto e capace che rappresenta gli interessi degli Stati Uniti all’estero – ha detto Flake in una nota – Con questa nomina, l’amministrazione Biden riafferma la migliore tradizione della politica estera e della diplomazia americana: il credo che la politica di parte dovrebbe fermarsi in riva al mare. La politica estera degli Stati Uniti può e dovrebbe essere bipartisan. Questa è anche la mia convinzione, e il mio impegno”.

Nel 2018 Flake aveva scelto di non ricandidarsi dopo aver criticato apertamente Trump per non aver aderito all’ideologia conservatrice del partito.

TEMI

I temi sul tavolo tra Usa e Turchia sono molteplici: ai già noti relativi al dossier energetico e ai curdi si aggiunge quello afghano, di cui hanno discusso il ministro degli Esteri turco Mevlüt Çavuşoğlu e il rappresentante speciale degli Stati Uniti per la riconciliazione afgana Zalmay Khalilzad. In seguito il ministro turco ha incontrato anche il presidente afghano Ashraf Ghani e il ministro degli Esteri Haneef Atmar. Gli Stati Uniti hanno già lasciato la base aerea di Bagram, lmentre Ankara punta a mantenere le truppe all’aeroporto internazionale Hamid Karzai di Kabul oltre la scadenza dell’11 settembre.

L’amministrazione Biden inoltre si è scontrata apertamente con Ankara quanto alla repressione delle proteste guidate dagli studenti, al brusco ritiro dalla convenzione internazionale sulla violenza di genere e alla retorica antisemita e anti-LGBT. Con Recep Tayyip Erdogan restano intatti i disaccorsi sulla decisione della Turchia del 2019 di acquistare il sistema di difesa missilistico S-400 di fabbricazione russa e sulle successive sanzioni statunitensi.

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