L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 9 luglio 2021

Quello che succede in Euroimbecilandia è chiaro, è il Consiglio direttivo della Bce che decide il livello d'inflazione oggi il 2% o più e nulla vieta domani il 3 o il 4% o vattelapesca. NON CI SONO REGOLE INDEROGABILI dipende dal contesto basta la volontà politica di decidere in un senso o nell'altro

BCE: si cambia strategia, target inflazione al 2%. Le parole di Lagarde

8 Luglio 2021 - 15:37

C’è la nuova strategy review della BCE. Nel mirino del dibattito c’è l’inflazione: il target è fissato al 2%. Cosa significa? Le novità.


Per la BCE è il giorno della strategy review e le novità più attese sono state dichiarate sul fronte inflazione.

Nello specifico, il target fissato a Francoforte come riferimento per la stabilità dei prezzi è ora del 2%, non più “al di sotto o vicino” a tale soglia, che alcuni responsabili politici ritenevano definizione troppo vaga.

La questione non è di poco conto e si propone per alcuni versi rivoluzionaria: cosa ha stabilito la strategy review della BCE?

Nella nuova strategia BCE inflazione al 2%

I responsabili delle politiche BCE hanno concordato di aumentare il loro obiettivo di inflazione al 2% e lasciare spazio per superarlo quando necessario.

La decisione segna un cambiamento significativo rispetto al precedente target. Il consenso è emerso in una riunione straordinaria il 6 e 7 luglio per concludere la prima revisione della strategia della BCE in quasi 20 anni, come riferito da Bloomberg.

Nel documento strategico si legge:

“Il Consiglio direttivo ritiene che il miglior modo per mantenere la stabilità dei prezzi sia perseguire un livello dell’inflazione del 2% a medio termine. Il Consiglio direttivo persegue tale obiettivo in modo simmetrico. La simmetria implica che scostamenti negativi e positivi da questo obiettivo siano considerati ugualmente inopportuni.”

Nel dettaglio, se l’inflazione è troppo bassa per un periodo lungo, per evitare che tale andamento diventi strutturale necessariamente ci sarà “un periodo transitorio in cui l’inflazione è moderatamente al di sopra dell’obiettivo.”

La BCE ha affermato anche che quando i tassi di interesse sono vicini al loro limite inferiore effettivo, come ora, l’economia avrà bisogno di uno stimolo monetario “particolarmente forte” che potrebbe “implicare un periodo transitorio in cui l’inflazione è moderatamente al di sopra dell’obiettivo”

La BCE ha quindi ribadito che la politica monetaria sarà definita con lo scopo di garantire la stabilità dei prezzi nel target fissato per il medio periodo.

Con quali strumenti interverrà? Naturalmente con il mezzo primario: l’insieme dei tassi di interesse di riferimento della BCE. Tuttavia, l’Eurotower ha aggiunto:

“Riconoscendo il limite inferiore effettivo dei tassi di riferimento, il Consiglio direttivo ricorrerà altresì, in particolare, alle indicazioni prospettiche sui tassi (forward guidance), agli acquisti di attività e alle operazioni di rifinanziamento a più lungo termine, se opportuno.”

Inoltre, è stato confermato l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IAPC) la misura dei prezzi più adeguata per valutare il conseguimento dell’obiettivo inflazione.

La novità è l’inclusione nello IAPC dei costi relativi alle abitazioni occupate dai proprietari, che meglio può potenzialmente rappresentare il tasso di inflazione rilevante per le famiglie.

Tale cambiamento sarà comunque graduale.

Secondo gli analisti, la rinnovata politica potrebbe fornire ai funzionari la giustificazione per sostenere più a lungo una politica monetaria accomodante, mentre ci si sforza di invertire anni di inflazione al di sotto dell’obiettivo, che hanno pesato sul potenziale economico dell’Eurozona.

Le parole di Lagarde sulla svolta politica

“La stabilità dei prezzi è meglio preservata con un target del 2%. Nessuna ambiguità, ma simmetria nel medio termine”: queste le parole della Lagarde per introdurre la scelta di alzare il target inflazione.

Ma cosa significa? La governatrice ha risposto chiaramente: le oscillazioni negative o positive dall’obiettivo sono entrambe indesiderabili.

Il 2% non sarà un target costante, ma le deviazioni durevoli che rischiano di diventare dei trend saranno affrontati con interventi della BCE, anche quelle negative. Nel breve termine è già in previsione che i prezzi saranno transitoriamente sopra l’obiettivo.

“La nuova formulazione rimuove ogni possibile ambiguità e trasmette risolutamente che il 2% non è un tetto”, ha detto il presidente Christine Lagarde ai giornalisti, aggiungendo che la revisione della strategia è stata concordata all’unanimità. “Quello che vogliamo fare è evitare la deviazione negativa che rafforzerebbe le aspettative di inflazione”.

Lagarde ha anche sottolineato che la decisione di inserire nella misurazione dell’inflazione costi relativi alle abitazioni occupate dai proprietari riguarderà i consumi, non i costi di investimento.

Perché la BCE cambia il target inflazione?

Definire al 2% il target inflazione probabilmente servirà alla banca centrale a enfatizzare la simmetria dell’obiettivo, considerato a medio termine e con la flessibilità di fluttuare in entrambe le direzioni nel breve periodo.

Proprio Lagarge ha affermato il mese scorso che mentre i responsabili politici trattavano in modo simmetrico il target inflazione - nel senso che si impegnavano a rispondere allo stesso modo a risultati troppo bassi e troppo alti - ma la formulazione (al di sotto ma vicino a 2%) potrebbe aver reso il loro impegno “confuso per gli osservatori e per i mercati”.

Tuttavia è improbabile che la BCE si spinga fino alla politica della Federal Reserve statunitense, che si è formalmente impegnata a lasciare che l’inflazione superi il suo obiettivo per compensare un periodo di bassa crescita dei prezzi.

Da ricordare: l’inflazione potenzialmente aumenterà ben al di sopra dell’obiettivo verso la fine di quest’anno, ma Lagarde e i suoi colleghi hanno ripetutamente ribadito che si aspettano che scenda al di sotto del target nel medio termine.

Il cambiamento climatico nella strategia BCE

Un ultimo spazio della strategy review è dedicato al cambiamento climatico, considerato una sfida e una priorità UE.

Pertanto, il documento ha precisato che:

“il Consiglio direttivo si è impegnato a realizzare un ambizioso piano di azione connesso al clima. Oltre a integrare esaustivamente fattori climatici nelle proprie valutazioni di politica monetaria,...adeguerà l’impianto operativo della politica monetaria per quanto riguarda l’informativa, la valutazione del rischio, gli acquisti di attività del settore societario e il sistema della garanzie”

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